TLC

14 gennaio 2014 | 11:15

Fossati: “Non ci sono le condizioni per la vendita di Tim Brasil”

(MF-DJ) Non ci sono le condizioni perche’ nel Cda di Telecom Italia, convocato per il 16 gennaio prossimo, si possa procedere alla vendita di Tim Brasil.

E’ quanto scrive Marco Fossati, presidente di Findim (socio con il 5% di Telecom I.), in una lettera inviata al Board della societa’ di tlc guidata da Marco Patuano.

“In occasione del prossimo Consiglio di amministrazione”, si legge nella missiva, “vi inviamo per vostra opportuna conoscenza e nella speranza che possa fornire valore aggiunto alle vostre analisi, un nostro studio avente come oggetto la valutazione della partecipata Tim Brasil. Vogliamo peraltro, con l’occasione, puntualizzare che – considerate le valutazioni piu’ volte ribadire pubblicamente dall’a.d. Patuano in relazione all’interesse strategico della presenza della nostra societa’, attraverso la propria controllata Tim Brasil, sul mercato brasiliano – ben difficilmente potranno ravvisarsi le condizioni perche’ sia adottata una deliberazione di dismissione della partecipazione nella citata controllata”.

Marco Fossati, presidente di Findim (foto Olycom)

“Infatti”, prosegue Fossati, “deve ritenersi che soltanto un prezzo di molto superiore al corrente valore di mercato di Tim Brasil possa effettivamente compensare in maniera adeguata la perdita di chance insita in una partecipazione strategica, non solo in grado di contribuire in misura rilevante i risultati economici della nostra societa’ con sostanziose prospettive di crescita per il futuro, ma che assicura al gruppo Telecom un ruolo di primo piano nel mercato internazionale delle telecomunicazioni. Il Consiglio di amministrazione, pertanto, nel valutare eventuali proposte di acquisto dovra’, ad avviso della scrivente, operare con grande prudenza e tenendo conto non solo degli effetti economici e patrimoniali della dismissione, ma anche delle implicazioni che la perdita del mercato brasiliano comporta per il futuro di Telecom Italia nel panorama degli operatori internazionali delle telecomunicazioni”.

“In linea con la volonta’ degli azionisti presenti all’ultima assemblea tenutasi il 20 dicembre 2013″ prosegue Findim, “ribadiamo che, qualora pervenisse un’offerta per la vendita di Tim Brasil, la delibera del Consiglio di amministrazione avente ad oggetto la valutazione di tale eventuale offerta, dovra’, ad avviso della scrivente, essere votata esclusivamente dai membri del Consiglio non di espressione di parti correlate e/o del socio Telco”.

“L’ineludibile conflitto di interessi in cui versa Telefonica, socio di maggioranza di Telco”, conclude la lettera, “con riguardo in particolare alle decisioni della nostra societa’ in relazione alle strategie relative al mercato brasiliano, impone infatti al Consiglio di amministrazione di ponderare le proprie scelte tenendo conto che tutti i consiglieri di espressione di Telco devono essere considerati portatori di un interesse in conflitto con quello di Telecom”. (MF-DJ, 14 gennaio 2014)