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17 gennaio 2014 | 15:21

Riforma di Obama sulla privacy: trattamento dei dati personali autorizzato da un giudice

(AGI/REUTERS) In futuro gli 007 americani avranno bisogno dell’autorizzazione di un giudice per accedere al database delle intercettazioni telefoniche eseguite dalla National Security Agency: e’ questa la novita’ piu’ rilevante nelle linee-guida della riforma delle attivita’ d’intercettazione che annuncera’ oggi Barack Obama, dopo lo scandalo causato dalle rivelazioni della ‘talpa’ Edward Snowden. Il presidente Usa parlera’ alle 11 ora locale, le 17 in Italia, nella sede del ministero della Giustizia, a Washington. Fonti dell’amministrazione Usa, coperte dall’anonimato, hanno anticipato alcuni punti del progetto.

Prima di tutto il grosso delle informazioni ricavate spiando le conversazioni telefoniche, tanto all’estero quanto negli Stati Uniti, non saranno custodite direttamente dalla stessa Nsa bensi’ affidate a terzi, per esempio alle stesse compagnie telefoniche. Il relativo database, inoltre, non sara’ piu’ consultabile in maniera autonoma ne’ discrezionale, ma “sara’ necessario un provvedimento della magistratura prima di potervi avere accesso”, hanno spiegato le fonti riservate. In sostanza, occorrera’ il via libero preventivo del giudice.

Barack Obama, presidente degli Stati Uniti (foto Olycom)

Oltre a perseguire l’obiettivo di smussare le frizioni con i governi stranieri, irritati dalle interferenze cui sono stati sottoposti per anni a loro insaputa (con la notevole eccezione di quello britannico), si tratta di due evidenti concessioni ai paladini della privacy, anche a costo di sacrificare la tempestivita’ e l’efficacia dei controlli. Il piano Obama ha peraltro carattere transitorio: intanto perche’ entro il 28 marzo prossimo dovra’ essere riautorizzato; e poi perche’ il presidente Usa ha chiesto al ministro della Giustizia, Eric Holder, e ai vertici delle agenzie di intelligence di mettere a punto nel frattempo le misure necessarie a mantenere intatte le effettive capacita’ spionistiche e di raccolta dati del sistema.

Il capo della Casa Bianca continuera’ inoltre a confrontarsi con le competenti commissioni di ambedue i rami del Congresso. Per decisione propria, tra l’altro, Obama ha scelto di non proporre in prima persona chi avra’ la custodia degli elementi riservati. Tra le altre innovazioni previste, un’ampia riduzione della sorveglianza segreta nei confronti dei leader di Paesi amici, e l’istituzione di una qualche forma di vigilanza sull’operato della Fisa, la Foreign Intelligence Surveillance Court, organo giudiziario speciale che decide in segretezza pressocche’ assoluta sulle richieste d’intercettazione presentate da Nsa, Cia, Fbi e simili. Creata nel 1978, con il tempo i poteri della Fisa si sono ampliati e diversificati a tal punto da essere definita di recente “quasi una Corte Suprema parallela”: oltre tutto, a differenza di quest’ultima, non tenuta alla piena osservanza delle leggi ne’ a rendere pubblicamente conto del proprio operato. (AGI, 17 gennaio 2014)