20 gennaio 2014 | 16:38

La neutralità della Rete a rischio negli Usa. È un fenomeno che riguarda anche l’Italia (VIDEO)

Mantenere Internet neutrale significa dare la garanzia che tutti i pacchetti d’informazione viaggino con la stessa priorità. È una delle caratteristiche fondamentali della Rete. Molti operatori (Internet Service Provider) chiedono di poter governare i pacchetti, di modo da dare priorità ad alcune informazioni a seconda del traffico. Per esempio: limitare la banda per il download e dare la priorità ai video YouTube. Ma, per le associazioni dei diritti civili, lasciare che gli operatori gesticano porzioni di informazione è un limite alla libertà delle stesse. Ecco un video che spiega il concetto.

È una questione nata nel 2010 e su Giga.om viene spiegata la battuta d’arresto del regolamento della Federal Communications Commission, chiamato “Open Internet Order”. La questione è stata sollevata dall’operatore mobile Verizon, secondo cui le società di telecomunicazioni non possono essere “servizi informativi”. Questa equiparazione sarebbe un “abuso di potere” e un limite alla libertà d’impresa, perché il loro business è nel trattamento dei dati, e ciò implica la gestione del traffico Internet. Ieri 16 gennaio la Corte d’appello della Columbia ha dato ragione all’operatore.

I due fronti contrapposti vedono le associazioni dei diritti civili (ma anche colossi dell’informazione come Google), a favore di un’Internet senza restrizioni contro gli operatori nelle telecomunicazioni, che chiedono di poter discriminare il traffico in base alla “remuneratività dei dati”, ovvero creare offerte premium adatte a scaricare o allo streaming.

Tutto ciò potrebbe creare un precedente anche in Europa, dove non c’è nessuna dorma che tuteli la neutralità. In Italia tuttavia Tele 2 e H3g sono state multate dall’Antitrust nel 2009 per aver applicato una limitazione al download via p2p e non esser stati trasparenti con gli abbonati.