Editoria

22 gennaio 2014 | 11:44

Pechino blocca i siti web della stampa estera dopo l’inchiesta sui beni occultati

(TMNews) Le autorità cinesi hanno bloccato i siti web di diversi quotidiani stranieri per censurare la notizia di gigantesche fortune occultate in paradisi fiscali da manager e politici cinesi, alcuni dei quali molto vicini alla precedente e all’attuale leadership di Pechino.

I siti di Le Monde, The Guardian, Sueddeutsche Zeitung, El Pais che hanno dato spazio e collaborato all’inchiesta realizzata dal Consorzio Internazionale dei giornalisti investigativi (Icij) hanno scritto, fra l’altro, che almeno 13 parenti di massimi dirigenti del regime, incluso l’attuale presidente, Xi Jinping, e di ex premier come Wen Jiabao e Li Peng, oltre a 15 grandi manager di aziende pubbliche, hanno compiuto importanti operazioni finanziarie nei paradisi fiscali.

Già in passato il governo di Pechino aveva censurato i siti web del New York Times e di Bloomberg, quando avevano pubblicato la notizia di colossali beni occultati da parenti dell’allora premier cinese Wen Jiabao. El Pais, nel riportare la notizia, precisa di disporre delle prove documentate di tutti i dati pubblicati.

Secondo quanto rivelato oggi da una rete di giornalisti investigativi con sede a Washington, il Consorzio indipendente di giornalisti d’inchiesta (ICIJ – International Consortium of Investigative Journalists), circa 22.000 clienti originari della Cina popolare e di Hong Kong sono legati a compagnie “offshore” nei paradisi fiscali. Fra questi numerosi manager e politici cinesi, alcuni molto vicini al presidente Xi Jinping e all’ex premier Wen Jiabao, ma anche milionari del mondo della finanza, come Yang Huiyan, la donna più ricca della Cina, Pony Ma e Zhang Zhidong, fondatori del colosso internet Tencent: tutti hanno dissimulato una parte della loro fortuna nei paradisi fiscali.

I 2,5 milioni di dossier confidenziali spulciati dall’ICIJ rivelano un vero e proprio “chi è chi” dell’elite politica della seconda economia mondiale e spiccano molti membri dell’Assemblea popolare e persone vicine all’ex presidente Hu Jintao, all’ex premier Li Peng, e allo stesso Deng Xiaoping, colui che alla fine degli anni Settanta aveva dato il via al nuovo corso dell’economia cinese. Ma fra i nominativi vi sono anche quelli di personaggi vicini all’attuale capo di stato Xi Jinping (il cognato), e all’ex premier Wen Jiabao (il genero), che già nel 2012 era stato preso di mira da alcune inchieste giornalistiche per la fortuna colossale accumulata dalla sua famiglia all’estero. (TMNews, 22 gennaio 2014)