Comunicazione

23 gennaio 2014 | 15:23

Premio della vergogna 2014: ‘vincono’ Gazprom e Gap

(TMNEWS) Greenpeace ha assegnato da Davos il Premio della Vergogna, attribuito quest’anno al colosso del gas russo Gazprom, per i suoi progetti nell’Artico, e al gruppo tessile americano Gap, per la sua politica industriale nel Bangladesh.

I vincitori dei premi, attribuiti come ogni anno a margine del World Economic Forum nella cittadina svizzera, sono stati scelti per essersi mostrati “particolarmente indifferenti ai diritti umani e all’ambiente”.

Kumi Naidoo

Kumi Naidoo (foto Greenpeace.org)

La Giuria – composta da Greenpeace e dalla cosiddetta Dichiarazione di Berna – ha puntato il dito contro il gruppo tessile americano Gap per essersi rifiutato di firmare un accordo alla sicurezza dei luoghi di lavoro in Bangladesh, nonostante il crollo nell’aprile scorso del Rana Plaza, un edificio alla periferia di Dacca, che ha ucciso 1.100 operai tessili.

L’opinione pubblica invece – 250mila persone interpellate via internet – ha deciso di stigmatizzare Gazprom, “la prima azienda a pompare greggio sotto le acque ghiacciate dell’Artico, nonostante il suo catastrofico bilancio in materia di sicurezza”, come ha dichiarato Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International.

I progetti del gruppo russo nell’Artico sono stati denunciati, fra l’altro, anche da un’operazione di Greenpeace contro una piattaforma petrolifera che ha poi portato all’arresto di trenta membri dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise, la nave di Greenpeace.

L’anno scorso i premi della vergogna erano stati assegnati alla banca americana Goldman Sachs, simbolo degli eccessi della finanza, e alla compagnia petrolifera Shell, accusata di aver contribuito alla riduzione della calotta glaciale artica. (TMNEWS, 23 gennaio 2014)