27 gennaio 2014 | 12:10

Peluffo (Pd): “No a bollino blu per la Rai”

Sull’onda dell’attacco lanciato da Carlo Rognoni contro il vice ministro Antonio Catricala’, oggi sull’’Unità’ Vinicio Peluffo, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Rai, si dichiara cauto sulla richiesta di dimissioni – “Sul ricambio nel governo è il presidente del Consiglio a decidere” – ma mostra di avere non pochi motivi di contestazioni nei confronti dell’operato del vice ministro.

Vinicio Peluffo

Vinicio Peluffo, Pd (foto Viniciopeluffo.it)

“In Vigilanza”, argomenta Peluffo, intervistato dal quotidiano, “ci sono stati due momenti di forte contrapposizione con Catricalà: quando ha detto che la commissione si sarebbe dovuta sbrigare ad esprimere il parere sul contratto di servizio (che daremo tra circa tre settimane), mentre ad essere in ritardo di un anno era il governo; noi abbiamo fatto audizioni e un approfondimento del tema, avrebbe dovuto farlo lui. Il secondo motivo di scontro è stato il suo aut aut: o accettate la mia proposta del ‘bollino blu’, o non firmo il contratto di servizio».

Peluffo si dichiara nettamente contrario tanto al metodo quanto al merito della questione, ovvero al bollino blu: “È sbagliato porre ultimatum comunque. E poi rivendico il ruolo del Parlamento, il viceministro deve prendere atto del parere della Vigilanza. Il bollino blu non esiste in Europa se non a Malta, dove è andato pure male, ce lo ha detto il direttore generale dell’Ebu, Ingrid Delterne nell’audizione. Inoltre Catricalà non considera di servizio pubblico l’intrattenimento, mentre per la Bbc è una delle missioni: educare, informare, divertire. Per noi il ‘bollino’ che conta è la qualità dei programmi”.

Secondo Rognoni ci sono altri motivi per chiedere le dimissioni di Catricalà: l’asta sulle frequenze e la questione del canone . ”Diciamo che Catricalà”, è la risposta di Peluffo, “deve rispondere a varie interrogazioni parlamentari. Sul canone non è chiaro se il governo per decreto possa o no impedire l’aggiornamento all’inflazione. Certo se alla Rai non si aumenta il canone si deve rafforzare la lotta all’evasione. E da Catricalà non vedo segnali di impegno stringente…”.