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28 gennaio 2014 | 11:50

Accordo tra governo Usa e gruppi hi-tech sul trattamento dei dati

(TMNews) Il dipartimento di Giustizia americano ha raggiunto un accordo preliminare con i colossi tecnologici che permette ai gruppi di pubblicare più dettagli sulle informazioni condivise con l’intelligence. La notizia è stata diffusa da funzionari di governo e adesso dovrà essere approvata da un giudice della Foreign Intelligence Surveillance Court (Fisc), il tribunale segreto creato con il Foreign Intelligence Surveillance Act (Fisa).

L’intesa permetterà a Facebook, Microsoft, Apple, Google, LinkedIn e Yahoo! di dare informazioni più precise sulle richieste del governo riguardanti i dati dei loro utenti. La questione era emersa lo scorso giugno, dopo lo scoppio del Datagate che grazie alle rivelazioni della talpa Edward Snowden aveva svelato al mondo i programmi di spionaggio della National Security Agency (Nsa). Gli utenti avevano attaccato le compagnie hi-tech mettendole sotto pressione per avere maggiori dettagli sul loro rapporto con il governo americano.

L’accordo sarebbe stato raggiunto la scorsa settimana dopo che tutti i gruppi avevano citato in tribunale il dipartimento di Giustizia, a parte Apple che aveva solo offerto informazioni ai giudici che stavano decidendo sulla questione. I termini dell’intesa hanno come scopo quello di trovare il giusto bilanciamento tra gli interessi del governo (che non vuole rivelazioni che possano aiutare le persone sotto controllo) con le ragioni dei gruppi hi-tech che devono rispondere alle richieste degli utenti sempre più preoccupati per il controllo degli Stati Uniti su internet. Inoltre l’eventuale decisione sarà applicata anche alle altre compagnie tecnologiche che non hanno partecipato direttamente al processo legale.

Edward Snowden (foto Wired.com)

Con questa decisione i gruppi internet potranno pubblicare informazioni generali su quante richieste ricevono e da chi: dall’Nsa o dall’Fbi, ad esempio. Inoltre potranno rivelare i numeri di richieste su base mille: se ricevono 2.400 domande, possono scrivere che hanno ricevuto tra 2.000 e 3.000 richieste da parte di quell’agenzia, cose che fino ad ora non era permessa.

I gruppi potranno anche rivelare il numero di account coinvolti. Inoltre Facebook e le altre compagnie internet potranno dare i dati in tempo reale, a parte le richieste della Foreign Intelligence Surveillance Court che potranno essere resi pubblici dopo sei mesi. La notizia arriva a una settimana dal discorso in cui il presidente americano Barack Obama aveva presentato i punti centrali della riforma delle agenzie di spionaggio. (TMNews, 28 gennaio 2014)