Televisione

30 gennaio 2014 | 10:59

In Russia la tv indipendente Dozhd a rischio chiusura

(AGI) Tre dei maggiori operatori di trasmissioni via cavo e satellite in Russia hanno deciso di rimuovere dai loro pacchetti l’emittente Dozhd, sollevando critiche nell’opinione pubblica per quello che appare l’ennesimo tentativo da parte di Mosca di imbavagliare la stampa non allineata. La tv indipendente piu’ celebre del Paese e’ finita al centro di numerose polemiche da quando domenica, alla vigila del 70° anniversario della fine dell’assedio a Leningrado (l’attuale San Pietroburgo), ha lanciato un sondaggio tra i telespettatori, in cui si chiedeva se l’Unione sovietica non avrebbe dovuto arrendersi ai nazisti ed evitare cosi’ la perdita di oltre un milione di vite umane.

Il sondaggio e’ stato poi rimosso e l’emittente si e’ scusata per la formulazione troppo aggressiva della domanda su un tema cosi’ delicato, dal punto di vista emotivo, per molti cittadini. Questo non e’ bastato a fermare la bufera di critiche partite dalla politica e alcuni parlamentari sono arrivati a chiedere la chiusura del canale tv. Su internet e social network e’ partita una forte campagna di solidarieta’ a Dozhd e in molti hanno espresso il timore che si tratti solo del primo passo verso la chiusura definitiva dell’emittente. Dozhd, in italiano ‘pioggia’, e’ diventata celebre durante l’ondata di proteste anti-governative del 2012: trasmette, dietro abbonamento, su internet, via cavo e satellite; ha un pubblico di 10 milioni di telespettatori al mese, piu’ 3-4 milioni online, con un budget di 10,3 milioni di dollari.

La sua fondatrice e’ Natalya Sindeyeva, la quale, mercoledi’, ha spiegato che gli operatori sono stati spinti a tagliare il segnale da funzionari, non ben specificati, nell’amministrazione presidenziale. A suo dire, la linea della tv sempre piuttosto critica delle politiche di Mosca, ha indispettito non poche persone al Cremlino, gia’ da tempo. La questione della sua sopravvivenza, quindi, e’ esclusivamente di carattere “politico”. Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha detto ieri sera che Dozhd non ha infranto la legge ma di certo ha oltrepassato una “linea rossa” morale. “Se tolleriamo questo tipo di sondaggi – ha spiegato in un’intervista alla stessa emittente ‘incriminata’ – assisteremo all’inizio dell’erosione della nazione”. Irina Yarovaya, deputata del partito governativo Russia Unita, ha definito l’iniziativa di Dozhd come “un crimine finalizzato a riabilitare il nazismo”, un insulto diretto “alla sacra memoria della guerra”.

La Sindeyeva ha lanciato un appello a tutti i telespettatori, perche’ si mobilitino facendo pressione con lettere e chiamate sugli operatori che hanno deciso di cancellare l’emittente dalla loro offerta. “Solo voi potete aiutarci”, ha detto. Domenica, inoltre, Dozhd terra’ una maratona tv sotto lo slogan “Amare la patria”. “Per tutta la settimana siamo stati accusati di non essere patriottici – si legge sul sito internet dell’emittente – non vogliamo che il termine ‘patriottismo’ venga monopolizzato. Non vogliamo che questo sia confuso con la lealta’ al potere”. Durante la giornata si discutera’ quindi con diverse personalita’ del significato di patriottismo in politica, cultura, storia, economia e sport. A cinque giorni dall’apertura delle Olimpiadi di Sochi. (AGI, 30 gennaio 2014)