Televisione

30 gennaio 2014 | 15:11

In Russia interrotte le trasmissioni del canale televisivo indipendente Dozhd

(TMNews) L’operatore di telecomunicazioni russo Rostelecom ha sospeso le trasmissione del canale televisivo Dozhd, considerato d’ opposizione. Lo ha riferito il rappresentante di Rostelecom Valery Kostarev.

“L’amministrazione di Rostelecom ha preso la decisione di sospendere temporaneamente la trasmissione di Dozhd fino a quando la situazione estremamente negativa con il canale televisivo non sia chiarita”, ha detto Kostarev. L’aspetto più paradossale è che Dozhd ufficialmente non viene oscurata per i tanti strali lanciati contro Vladimir Putin.

Il 26 gennaio la tv è andata infatti a toccare un tasto davvero delicato per la coscienza storica russa: ha condotto un sondaggio tra i suoi telespettatori se più vite potevano essere salvate durante l’assedio di Leningrado, nel caso in cui la città si fosse arresa alle truppe tedesche. Leningrado rappresenta il più grande punto di orgoglio storico per i russi, anche più della stessa vittoria nella II guerra mondiale.

Il sondaggio è stato criticato da politici, personaggi pubblici e gli operatori del mercato: tutti contro la televisione via cavo russa. E proprio Yury Pripachkin, presidente della Cable Television Association russa ha espresso l’idea di rimuovere il canale dalle reti via cavo.

Televisione scanzonata e talora goliardica, Dozhd aveva iniziato le sue trasmissioni sotto la presidenza di Dmitri Medevev, e nell’ultima campagna presidenziale, aveva preso le parti dell’opposizione a Putin. Mikhail Silin, vice presidente e membro del consiglio di osservatore della Akado Group , ha detto che la percezione negativa del contenuto di Dozhd da parte dei consumatori può ridurre il numero di clienti e operatori via cavo.

Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov, da parte sua, ha affermato che dal punto di vista giudiziario è quasi impossibile parlare di chiusura della stazione televisiva, descrivendo la situazione come un problema morale e etnico. Ma Mikhail Zygar,il direttore di Dozhd, che domani compie 33 anni, si schermisce: “Sono certo che non abbiamo violato la legge e non volevamo offendere nessuno”. (TMNews, 30 gennaio 2014)