Televisione

31 gennaio 2014 | 10:47

La tv indipendente Dozhd evita per il momento la chiusura

(AGI) Ha evitato per il momento la minacciata chiusura la televisione indipendente russa ‘Dozhd’ (Pioggia; ndr), che pero’ ha ricevuto dal regolatore pubblico una lettera di avvertimento, secondo la quale ha “violato la legge” un suo discusso sondaggio sulla II Guerra Mondiale.

‘Dozhd’ e’ finita al centro di numerose polemiche da quando domenica scorsa, alla vigila del settantesimo anniversario della fine dell’assedio a Leningrado ha lanciato un sondaggio tra i telespettatori, in cui si chiedeva se l’Unione Sovietica non avrebbe dovuto arrendersi ai nazisti ed evitare cosi’ la perdita di oltre un milione di vite umane. Dopo aver riscosso diverse critiche i vertici dell’emittente, che trasmette via cavo, satellite e Internet, hanno chiesto scusa e rimosso il sondaggio, ma il danno ormai era fatto.

La Russia venera le vittime e i veterani dell’assedio all’attuale San Pietroburgo come veri e propri eroi. La vittoria sul Terzo Reich e’ celebrata il 9 maggio di ogni anno come festa nazionale con la tradizionale parata militare sulla Piazza Rossa. Alcuni deputati in settimana hanno chiesto la chiusura del canale indipendente, accusandolo di non essere patriottico, mentre diversi operatori hanno deciso di cancellarlo dal loro pacchetto, senza troppe spiegazioni. La tv avrebbe perso cosi’ il 20 per cento del suo pubblico, ha fatto sapere la fondatrice Natalia Sindeeva, la quale ha pero’ anche denunciato un attacco “politico” all’emittente, parte della piu’ ampia strategia del Cremlino per stringere il controllo sui mass media.

Il mese scorso, in modo inatteso, era del resto stata chiusa l’agenzia di stampa statale ‘Ria-Novosti’, rifondata con un nuovo nome e una direzione piu’ filo-governativa. Molti si aspettavano una decisione drastica anche su ‘Dozhd’ ma ieri sera ‘Roskomnadzor’, l’autorita’ federale per le comunicazioni, si e’ limitata a inviare una lettera, avvertendo che il sondaggio ha violato la legge, e che si richiede alla stampa “di rispettare i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini”. A detta del regolatore, comunque, non ci sono i termini per imporre una chiusura.

La vicenda tuttavia non e’ ancora conclusa: a San Pietroburgo e’ stata aperta un’inchiesta che vede ‘Dozhd’ sospettata di estremismo per aver incitato all’odio contro un gruppo di persone unite da nazionalita’ ed etnia, ha fatto sapere l’agenzia di stampa ‘Itar-Tass’. Allo stesso tempo il Consiglio Presidenziale per i Diritti Umani ha chiesto alla Procura Generale di indagare sulle azioni intraprese dagli operatori russi, i quali “hanno assunto da soli la funzione di censura dei media, vietata dalla legge sulla liberta’ di stampa”. (AGI, 31 gennaio 2014)