04 febbraio 2014 | 16:47

Carlo De Benedetti, Massimo Banzi e Riccardo Luna fondano Make in Italy

Carlo De Benedetti, Riccardo Luna e Massimo Banzi hanno costituito la Italian FabLab and Makers Foundation, una onlus che si propone di “aiutare chi non ha mezzi per esprimere il proprio talento, sostenere i sogni e i bisogni degli innovatori migliori”, come scrive Luna presentando la nuova iniziativa su Che Futuro, il giornale online sull’innovazione da lui diretto.

Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Espresso e presidente onorario di Make in Italy

La fondazione, che sarà presentata ufficialmente il 14 febbraio a Torino, nasce nel solco del movimento internazionale dei FabLab, le piccole officine (in inglese fabrication laboratory) che offrono servizi personalizzati di fabbricazione digitale, una sorta di palestra tecnologica dove chiunque può migliorare le proprie competenze e sviluppare le proprie idee. Il movimento, nato nel 2001 per iniziativa di Neil Gershenfeld, all’epoca giovane professore al Mit di Boston, si è sviluppato a macchia d’olio, prima negli Stati Uniti poi anche negli altri Paesi. In Italia i FabLab oggi sono una quarantina; il primo è stato aperto a Torino nel 2012 da Massimo Banzi, l’ideatore di Arduino, progetto italiano di microprocessore open source che ha fatto il giro del mondo.

Massimo Banzi, presidente di Make in Italy

La nuova fondazione è presieduta da Banzi; De Benedetti è il presidente onorario; Luna il vice presidente. Chiamata anche Make in Italy –  o meglio Make in Italy Cdb onlus (dove Cdb sta per Carlo De Benedetti) – la fondazione vuole rappresentare, come dice il nome, anche il movimento dei Makers, gli appassionati di tecnologie in grado di costruirsi un computer o un robot con le proprie mani, che si sono ritrovati a Roma lo scorso ottobre in occasione della prima Maker Fair italiana.

Riccardo Luna, vicepresidente di Make in Italy

“È una parte d’Italia che per uscire dalla crisi sta andando verso il futuro”, scrive Luna. “Sono gli italiani che hanno scommesso sul valore della rete e della cultura digitale, per rilanciare il settore portante del made in Italy: la manifattura. Grazie alla digital fabrication oggi tutti sono potenzialmente designer e produttori e questa rivoluzione tecnologica – che alcuni chiamano la terza rivoluzione industriale – premia una delle caratteristiche storiche degli italiani: la creatività”.