Precipita la crisi a Sardegna Uno: annunciati 13 licenziamenti

Sardegna Uno ha deciso di licenziare 13 dipendenti su 27. Tra essi i giornalisti considerati in esubero sono 5 su 10, la metà della redazione. La Federazione Nazionale della Stampa e l’Associazione della Stampa Sarda respingono in una nota tutti i licenziamenti e denunciano “un atteggiamento aziendale che ancora una volta scarica sui lavoratori il peso di una gestione inadeguata, nonostante i rilevanti contributi pubblici regionali e statali incassati sotto varie forme”.

Ecco cosa scrive la Fnsi:

Il Sindacato dei giornalisti ricorda che i lavoratori di Sardegna Uno hanno subìto per due anni il Contratto di solidarietà che ha ridotto il loro stipendio del 33%. Ma neppure questo è bastato. Anzi si sono dovuti rivolgere alla magistratura per il mancato versamento dei contributi al Fondo integrativo ed ora è in corso una indagine della Procura della Repubblica. Il nuovo atto aziendale non è, a questo punto, più un’operazione solo di carattere giuslavoristico o socio-economico. Una verifica sulla catena storica delle responsabilità sarà inevitabile.
A tutto questo l’Azienda ha risposto con il silenzio, facendo saltare con un pretesto anche l’ incontro convocato dal Prefetto di Cagliari per un esame della situazione.
Appare chiaro che, oltre al pesante attacco ai livelli occupazionali, la decisione aziendale crea un danno grave alla capacità della redazione di fare informazione con caratteristiche di completezza e credibilità. Fnsi e Associazione della Stampa Sarda, denunciano ancora pubblicamente, l’azione di crumiraggio del Direttore della testata che, nonostante lo sciopero dei giornalisti, assieme ad un solo collega, manda in onda il Telegiornale, evidentemente incompleto, creando un pregiudizio grave all’immagine dell’Azienda.
Il Sindacato dei giornalisti, nel manifestare totale solidarietà ai lavoratori colpiti dal provvedimento, attiveranno, di concerto con i Sindacati confederali, gli strumenti legislativi consentiti e metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per far rientrare un provvedimento che non solo danneggia l’emittente, ma crea un pregiudizio grave sul mantenimento del pluralismo nell’informazione in Sardegna.

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