05 febbraio 2014 | 12:25

Pioggia di critiche sull’emendamento che ha trasformato il ‘bonus libri’ in ‘bonus librai’

Sta suscitando molte polemiche sul web (ma non solo) l’emendamento approvato dalla commissione Finanze e Attività produttive della Camera che ha modificato la norma sulla detrazione fiscale del 19% per l’acquisto di libri, norma voluta dal ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato a sostegno del mercato librario pesantemente colpito dalla crisi.

L’emendamento presentato dal deputato Pd Marco Causi stravolge la norma: il credito d’imposta non vale più per i consumatori ma per i librai; inoltre non riguarda più tutti i libri ma solo i testi scolastici e universitari. Per giunta gli studenti dovranno presentare nelle librerie che accetteranno di usufruire del credito d’imposta un buono sconto timbrato e numerato, che sarà concesso dalle scuole solo agli studenti con un reddito Isee inferiore ai 25mila euro annui. Delusione e indignazione sono i sentimenti prevalenti tra i primi commenti.

“Con un tratto di penna il bonus libri è diventato bonus librai”, titola il sito del Sole 24 Ore. L’articolo di Eugenio Bruno spiega i motivi per cui era stato varato il provvedimento originario: “Le ultime statistiche confermano che solo il 46% degli italiani ha letto almeno un libro all’anno contro il 61,4% degli spagnoli, il 70% dei francesi, il 72% degli statunitensi, l’82% dei tedeschi. E proprio da questi numeri è partito il decreto Destinazione Italia – che è stato approvato dal Consiglio dei ministri 13 dicembre scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dieci giorni dopo con il numero 145/2013 – per provare a favorire una maggiore diffusione dei libri cartacei”.
“In attesa che la Commissione Ue dia l’ok a utilizzare i 50 milioni di fondi europei posti a copertura della norma fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016″, prosegue l’articolo, “il Parlamento ha deciso comunque di modificarla”, trasformando appunto il bonus libri in un bonus librai”.

Massimo Mantellini, noto blogger, ricorda i tweet entusiastici del presidente del consiglio Enrico Letta all’approvazione del provvedimento “per favorire la diffusione della lettura” da parte del Consiglio dei ministri (“A chi voleva bruciare librerie abbiamo risposto in Cdm con intervento di sostegno alla lettura, ai lettori e quindi ai libri. #Vivalalettura”) e del ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray (“Le detrazioni fiscali sui libri sono parte di un progetto strategico fondamentale per il rilancio della cultura “). Conclude Mantellini: “Non trovo parole per descrivere l’abisso di incompetenza, stupida burocrazia e vuote frasi ad effetto del Governo Letta. Il quale ovviamente ora, allargando le braccia e con un po’ di fastidio, darà la colpa al Parlamento che ha modificato la sua fulgida norma”.

L’emendamento scontenta anche i librai. Alberto Galla, presidente dell’Ali, l’associazione dei librai italiani, intervistato da Affaritaliani.it afferma: “La norma originaria è stata stravolta. Questo Governo approva i decreti legge, poi si accorge che non ha i fondi per sostenerli, e a quel punto arrivano gli emendamenti che cambiano completamente le carte in tavola”. Galla manifesta poi un altro dubbio: “Chi paga? Con quali regole? Spero si faccia presto chiarezza anche sulla logica del recupero del voucher che andremo a scontare ai clienti. Le librerie sono perennemente in credito di Iva; la detrazione, quindi, dovrebbe almeno essere legata all’Iva. Spero che il Governo ci venga incontro in questo senso”.

Il Corriere delle Comunicazioni segnala che oltre all’emendamento proposto da Marco Causi, la commissione Finanze e Attività produttive ne ha approvato un altro, proposto da Mirella Luzzi del Movimento 5 Stelle. Questo prevede l’estensione dello sconto del 19% anche il libri digitali, che erano esclusi dall’originario Decreto Destinazione Italia. Sconti sì ma solo per chi acquisterà i volumi, inclusi quelli digitali, presso le librerie. Un’altra misura destinata a suscitare polemiche.