Diffamazione online: il caso di Paola Bacchiddu, freelance querelata per un articolo su Linkiesta

“Ho solo fatto il mio lavoro esercitando il diritto di cronaca, dovere che spetta a tutti i giornalisti”. Così Paola Bacchiddu, giornalista freelance, commenta la querela che la vede citata in giudizio per un articolo pubblicato su Linkiesta due anni fa, per il quale non ci sono mai state né smentite né richieste di rettifica. Nel pezzo – spiega la giornalista a Lsdi – “ho riportato il virgolettato di un esposto della Procura grazie al quale è stato aperto un fascicolo d’indagine dove il querelante è stato indagato”. La posizione dell’allora direttore della testata, Jacopo Tondelli, è stata invece archiviata poichè le leggi che vigono per la carta stampata non valgono per la stampa online, motivo per cui Tondelli è stato sollevato dal reato di omesso controllo.

A richiamare l’attenzione sulla vicenda è stata la stessa giornalista con due lunghi post pubblicati nei giorni scorsi sulla sua pagina Facebook:

 

Tutti i dettagli e i possibili risvolti del caso sono raccontati sul sito Lsdi.

Daniele Minotti, avvocato penalista, commenta la vicenda sul suo blog in un post intitolato ‘I paradossi della rete’: “Il suo è un caso paradossale. Ha raccontato, su una testata online, una storia di presunto malaffare pubblico. Ha virgolettato il testo degli esposti inviati alla Procura, ha concluso precisando che la giustizia avrebbe verificato e… si è ritrovata citata penalmente per diffamazione. E, ancora paradossalmente, da sola, perché il direttore delle testate online non risponde per omesso controllo”.

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