Legnini: “Stop alla procedura di licenziamenti all’Adnkronos”

(AGI) “La presidenza del Consiglio ha rinnovato a dicembre scorso le convenzioni con le 11 agenzie di stampa”. L’impegno del governo e’ quello di avviare una “riforma incisiva del sistema” ma intanto “nelle more, sono stati rinnovati i contratti cosi’ com’erano. Oggi, o al massimo domani, ci sara’ una mia comunicazione all’Adnkronos per chiedere se eventuali procedure di licenziamento possano incidere sulla prestazione di servizi e sugli standard qualitativi e quantitativi previsti dal contratto stipulato a dicembre scorso”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Editoria, Giovanni Legnini, durante l’audizione in commissione Cultura della Camera.

Giovanni Legnini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria (foto Olycom)

Il sottosegretario ha annunciato una seconda iniziativa: “Ho accelerato, per quanto successo in Adnkronos, la convocazione del tavolo con tutte le agenzie di stampa ora fissato al 12 febbraio”. In quell’occasione il governo e’ “intenzionato ad avviare un percorso di riforma”. Quattro gli obiettivi indicati in audizione: “Ridurre il numero delle agenzie e favorire gli accorpamenti. In nessun paese d’Europa – ha sottolineato – ci sono 11 agenzie di stampa; qualificare la loro attivita’” favorendo tendenzialmente “la specializzazione. E’ ovvio che se una agenzia e’ specializzata in una determinata materia puo’ produrre meglio le notizie; accentuarne il profilo di internazionalizzazione; verificare, nel modo piu’ appropriato e se possibile, qualche vincolo occupazionale”, pur se “non si possono imporre vincoli numerici, dei parametri occupazionali penso si possano vagliare”. In quell’occasione, “io chiedero’ al tavolo con le agenzie di sospendere tutte le procedure di licenziamento attivate”.

Legnini ha ricordato che l’Adnkronos ha avviato la procedura di licenziamento collettivo in assenza di uno stato di crisi. “Chiederemo una moratoria, in attesa di far decollare la procedura di riforma. Queste due iniziative partiranno subito: la richiesta di un chiarimento all’editore e la richiesta di sospensione della procedura. Non abbiamo il potere di bloccarla, ma di provarci si'”. (AGI, 6 febbraio 2014)

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