Daria Bignardi difende Sofri e la sua intervista a Di Battista

Dopo quasi dieci giorni di silenzio, Daria Bignardi risponde agli insulti che si sono riversati in Rete e agli attacchi di alcuni giornali a seguito dell’intervista al deputato grillino Alessandro Di Battista, ospite due settimane fa alle Invasioni Barbariche.

In un post pubblicato oggi sul suo blog su Vanityfair.it, intitolato ‘Perchè ho taciuto per 10 giorni e ora vi parlo di quella (buona) intervista’, la giornalista difende il suo lavoro, la sua buona fede e il suocero Adriano Sofri, tirato in ballo da Rocco Casalino, portavoce del Movimento 5 Stelle, come contraltare alla domanda posta da Bignardi a Di Battista sul padre fascista.

Daria Bignardi (foto Olycom)

Daria Bignardi (foto Olycom)

“Basterebbe guardare l’intervista all’onorevole Di Battista del M5S per capire che era una buona intervista, dove tra l’altro lui aveva fatto una buona figura, e che i responsabili della sua comunicazione avrebbero dovuto esserne contenti”, scrive Bignardi. “Non ho mai pensato di essere scorretta ponendo quella domanda sul padre proprio a ragione del fatto che anche io, come ho scritto nel mio primo libro ‘Non vi lascerò orfani’, un libro letto da molte persone, ho raccontato di aver avuto un padre fascista che amavo moltissimo. Anche il fatto che l’intervistato successivo fosse Corrado Augias è stato un caso, la sua intervista era fissata da mesi, vivendo lui a Parigi, mentre quella al politico era stata decisa pochi giorni prima”.

E conclude difendendo il suocero, padre di Luca Sofri, direttore de Ilpost.it: “Quanto alle cose che ha scritto sul blog di Beppe Grillo Rocco Casalino, confesso che mi hanno fatto provare dispiacere per lui perché, oltre a non avere capito che l’intervista che aveva organizzato aveva funzionato, ha dimostrato di non sapere nulla della vicenda che citava, come tanti italiani del resto. Non mi ferisce leggere che mio suocero sarebbe un assassino perché non lo è. Sono orgogliosa di avere come nonno dei miei figli un uomo che ha ingiustamente subito una condanna a 22 anni di carcere per qualcosa che non ha commesso, e che è sempre rimasto – nonostante le ingiustizie e tutto quel che di terribile ha subito – la persona straordinaria che è”.

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