Boldrini sul cyberbullismo: “Dobbiamo chiedere un uso responsabile della Rete”

(AGI) “Dobbiamo ascoltare la richiesta di aiuto dei nostri figli e chiedere un uso responsabile della rete”. Lo dice al Corriere della Sera il presidente della Camera Laura Boldrini, a proposito del caso di Amnesia, la ragazza suicida dopo una serie di insulti ricevuti attraverso i social forum.

“Vogliamo provare anche solo per un minuto ad immedesimarci nella situazione psicologica che possono vivere questi nostri ragazzi e ragazze, magari piu’ fragili, quando si trovano ad essere oggetto di scherno in rete? Abbiamo idea – si chiede Boldrini – di quale tempesta di odio si scateni e di come sia duro reggerne l’urto? Il cyberbullismo e’ il pericolo che spaventa di piu’ gli adolescenti italiani. Il 72% degli interpellati lo considera la principale minaccia alla propria vita, piu’ della droga o delle molestie da parte degli adulti. E allora arriva la domanda che mi sta piu’ a cuore: possiamo continuare a cavarcela con la commozione di un giorno e poi dimenticarcene?”.

Laura Boldrini, presidente della Camera (foto Olycom)

Secondo Boldrini, “La rete ha uno straordinario valore di emancipazione, di crescita culturale, di comunicazione. E so bene che l’anonimato sul web rappresenta, nei paesi schiacciati dai regimi dittatoriali, un riparo prezioso per coloro che si battono in difesa dei diritti umani. Ma chiedere un uso responsabile della rete, rispettoso anche dei giovani e dei giovanissimi che la frequentano, non ha nulla a che vedere con la voglia di bavaglio che mi trovera’ sempre contraria”.

Significa invece, spiega Boldrini, “sentire la richiesta di aiuto che viene dai nostri ragazzi, senza voltar loro le spalle. Le risposte non sono facili e vanno cercate ascoltando i gestori dei social media, i blogger, l’Autorita’ che tutela la privacy e coinvolgendo il mondo della scuola e le famiglie. Ma per complesse che siano queste risposte, non possiamo piu’ tardare nell’individuarle. C’e’ un lavoro di proposta e di raccordo al quale le istituzioni non possono sottrarsi. Non e’ un’invasione di campo, e’ un’assunzione di responsabilita’. E’ una strada lunga come lungo e’ il percorso culturale: dobbiamo imparare a maneggiare con la cura dovuta i nuovi strumenti. Ma e’ ora di muoverci prima che qualche altra ragazza ce lo chieda. Come ce lo hanno chiesto Carolina e Amnesia”. (AGI, 13 febbraio 2014)

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