Facebook, in vista un nuovo scontro legale per l’uso dei dati dei minori

(TMNews) Nonostante un patteggiamento raggiunto in agosto, dopo una class action intentata da un gruppo di utenti per problemi legati alla privacy, Facebook continua a consentire in modo automatico l’uso delle informazioni private dei suoi iscritti minorenni per i cosiddetti “social ads”, gli annunci pubblicitari generati dal famoso social network che ha ormai raggiunto 1,2 miliardi di utenti. Il patteggiamento infatti non prevede che il colosso di Menlo Park, California, escluda automaticamente l’uso delle informazioni private degli adolescenti fino al compimento del diciottesimo anno d’età. E adesso l’organizzazione non profit per i diritti dei consumatori Public Citizen è pronta a fare ricorso sulla questione.

Lo scrive il New York Times che mette in rilievo la notizia di un incontro che si svolgerà oggi tra i magistrati della Corte d’appello di San Francisco, in California, e l’organizzazione non profit. I legali dell’associazione sostengono che quel patteggiamento continui a violare la legge di sette Stati, tra cui la California e New York, perché non consente ancora ai genitori di dare un’autorizzazione esplicita all’uso di queste informazioni da parte del social network.

Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook (foto Olycom)

“Nelle opzioni automatiche [di Facebook] non si dovrebbe concedere che l’immagine di un minore possa essere utilizzata a scopi pubblicitari, a meno che il genitore non ne dia una esplicita autorizzazione” in modo preventivo, sostiene Scott Michelman, avvocato Public Citizen, che ha depositato un ricorso contro il social media da parte di cinque genitori i cui figli utilizzano Facebook. Inoltre, eliminare la possibilità che Facebook usi i dati privati a scopo pubblicitario è ancora difficile, perché l’opzione è nascosta in complicate e poco intuitivi menu per la protezione della privacy.

In base all’accordo raggiunto in agosto, Facebook ha accettato di creare un sistema per gli utenti di età compresa tra 13 a 18 anni dove è possibile collegare il profilo Facebook dei minori con quello dei genitori, in modo da consentire loro il controllo della privacy. Nel caso in cui i genitori non usassero Facebook, l’azienda ha invece promesso che escluderà i minori dagli annunci pubblicitari fino all’età di 18 anni. (TMNews, 13 febbraio 2014)

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