Sanremo parte domani con l’incognita Beppe Grillo

(ANSA) Il primo festival di Sanremo dell’era Renzi parte con l’incognita Beppe Grillo. Quasi a rubare la scena al premier in pectore, il leader M5S sarà all’Ariston martedì sera, confermano fonti del movimento. Top secret che tipo di biglietto l’ex comico abbia acquistato e che “sorpresa” stia preparando per il suo blitz, nel quale potrebbe essere accompagnato da Gianroberto Casaleggio. “La Rai è concentrata nel preparare il miglior spettacolo possibile per non deludere le aspettative”, taglia corto il direttore di Rai1 Giancarlo Leone, che segue di persona le prove della vigilia. In ogni caso – come già previsto – in platea martedì non ci saranno i vertici dell’azienda, impegnati a Roma con una riunione del cda e attesi a Sanremo in altri giorni del festival. La paventata incursione di Grillo tiene banco alla vigilia del festival. In ambienti dell’organizzazione si ostenta tranquillità, anche se il servizio d’ordine all’Ariston sarebbe stato rafforzato in attesa di capire se stavolta l”occupy Sanremo’ si concretizzerà, dopo la mancata incursione dello scorso anno, che pure Grillo aveva annunciato sul suo blog, e dopo la ventilata partecipazione di due anni fa accanto ad Adriano Celentano. Del resto, a Sanremo Grillo ha già lasciato il segno, nelle vesti di co-conduttore e di ospite, negli anni Ottanta. Negli annali il monologo del 1989, con gli attacchi ai cantanti, ai giornalisti e soprattutto all’allora leader della Dc De Mita, al direttore generale della Rai Biagio Agnes, a Claudio Martelli. La conclusione fu: “Io vi faccio ridere e poi mi fanno un c …o così a me”. Se la satira all’Ariston sarà comunque assicurata da Maurizio Crozza, atteso nella finale di sabato e pronto come sempre a prendere spunto dalla stretta attualità, magari con la sua parodia di Renzi, e da Luciana Littizzetto, il fil rouge di tutto il racconto sarà la ‘grande bellezza’ dell’Italia, maltrattata o possibile, nascosta o a portata di mano eppure dimenticata. Lo dirà subito Fabio Fazio, nel monologo che con ogni probabilità aprirà la prima serata, prendendo spunto anche dall’Intercity deragliato ad Andora: quel treno rimasto in bilico tra la roccia e il mare – di cui proprio oggi sono iniziate le operazioni di smantellamento – è il simbolo di un Paese che oscilla tra l’immobilità e il crollo. Una denuncia che – pur senza intenti polemici nei confronti delle Ferrovie dello Stato – sarà soprattutto un monito a non sprecare il bello, a rispettare l’ambiente, a preservare il patrimonio, a cogliere tutte le occasioni – festival compreso – per comprendere che siamo tutti potenziali ‘costruttori di bellezza’. Un discorso ‘sottolineato’ anche dalla scenografia – un palazzo del ‘700 che con il tempo e l’incuria ha perso lo smalto – e forse accompagnato da immagini, che si snoderà lungo tutte le serate: se Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera, mercoledì passerà probabilmente in rassegna i luoghi simbolo del degrado italiano, Luca Parmitano racconterà piuttosto quant’è bella la Terra vista dallo spazio, Luciana Littizzetto in uno dei suoi interventi esalterà la bellezza del talento al di là dei canoni estetici e Luigi Naldini, direttore dell’istituto Telethon per la terapia genica, rifletterà sull’impegno per restituire ‘bellezza’ al corpo umano. La macchina del festival è già a pieni giri: le prove di Fazio e Littizzetto proseguono senza sosta. Nel pomeriggio è arrivata anche Laetitia Casta, superospite della prima serata, per le prove blindate con la sua squadra di coreografi e ballerini: danza, dunque, ma anche esibizioni canore e brani recitati per uno show a tutto tondo. Via via stanno arrivando anche gli artisti: Arisa, Antonella Ruggiero, i Perturbazione, Francesco Renga, Ron e Renzo Rubino; tra i giovani Bianca, Diodato, Filippo Graziani e Vadim. Gli altri sono attesi domani mattina, quando partiranno le prove con l’orchestra. In attesa che all’Ariston sbarchi mercoledì Rufus Wainwright, è annunciata per domani, davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, una ‘preghiera protesta’ dei cattolici – annuncia il sito dei Papaboys – contro il cantante, considerato “blasfemo” per le sue canzoni. (ANSA, 16 febbraio 2014)

Beppe Grillo (foto Olycom)

Beppe Grillo (foto Olycom)

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