I social media ci rendono impazienti

La Rete e l’iperconnettività resa disponibile dai dispositivi mobili hanno modificato il nostro modo di percepire il tempo. Se n’è parlato il 17 febbraio durante il panel ‘Social Media Time’, uno degli eventi che hanno caratterizzato la prima giornata della Social Media Week di Milano. A raccontarlo è Alessio Jacona, che su Wired.it spiega come nell’era dei social network e dell’informazione liquida, frammentata e velocissima, abbiamo imparato a comunicare attraverso molteplici canali ma abbiamo disimparato ad aspettare. “Online abbiamo a che fare con la ‘Generation Now’ che vuole tutto e subito”, ha detto in apertura dell’incontro Cinzia Fiaccadori, fondatrice e ceo di Eidos.

Di contro, però, i social media contribuiscono anche a quello che Giulia Ceriani, presidente di Baba Consulting, ha definito tempo ‘fermo’, immobile, una fotografia del passato costituita da ciò che viene archiviato e che non può essere cancellato, ma anzi diventa memoria collettiva della quale non possiamo disfarci, nel bene e nel male.

Al panel hanno partecipato anche Valérie Dupin, social media manager di Fastweb, Gianluca Neri, ceo di Macchianera, Vincenzo Cosenza, digital strategist di Blogmeter, Cristina Scateni, digital strategist per Eidos, e Alessandro Cusmano, head of digital advocacy per Nokia. Ecco cosa hanno detto in questa sintesi di Wired.it.

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