“Poco cinema sul web”: la Ue accusa l’industria

L’industria del cinema non ha ancora capito come sfruttare le potenzialità di Internet per incrementare non solo lo scambio di film fra i vari Paesi del continente ma anche i propri guadagni. E’ l’accusa della Commissione Europea, che ha condotto uno studio fra cinquemila cittadini europei (4-50 anni) in dieci stati membri della Ue sul rapporto che intrattengono con il cinema.

Come riporta oggi il quotidiano Repubblica, la conclusione dell’Ue è che l’industria cinematografica non riesce più a soddisfare la voglia di cinema che i cittadini continuano comunque ad esprimere (il 97% degli intervistati guarda film occasionalmente, mentre il 54% lo fa quotidianamente). Gli spettatori suppliscono così alla carenza di offerta legale rivolgendosi a quella illegale, cioè alla cosiddetta pirateria.

Dall’indagine, scrive Repubblica, emerge che il 40% dei possessori di smartphone e il 60% di chi ha un tablet usa il dispositivo mobile per vedere film. Più in generale, il 55% degli intervistati confessa di vedere film sul computer o su mobile, ma il problema è che il 68% scarica o vede in streaming film presi gratuitamente dalla Rete.

Per quanto riguarda le presenze nelle sale, molti Paesi tra cui Francia, Germania, Spagna e Uk registrano un netto calo, mentre l’Italia si salva con un +6% rispetto al pessimo 2012 soprattutto grazie al successo di ‘Sole a catinelle’ di Checco Zalone.

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