Claudio Cerasa – firma politica del Foglio ed esperto di Renzi

Lo conosce da quando era uno spettinato consigliere provinciale a Firenze. E segue il Pd (lo vota pure) dalle colonne del Foglio, giornale che non cambierebbe con nessun altro. Dalla corte di re Giuliano che gli ha insegnato il mestiere, Claudio Cerasa svela retroscena e disegna scenari. Ora scommette sul decisionismo di Matteo. Che vuole piacere a tutti, proprio come Silvio…

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Ha l’aspetto di uno studente un po’ secchione, Claudio Cerasa, faccia pulita e ingannatrice che non rivela i suoi 32 anni, capelli corti, occhiali tondi con montatura nera, un’ombra di barba. Poi quel piercing sulla punta dell’orecchio sinistro ti mette in sospetto e accendendo il computer sui suoi profili cambi definitivamente idea. Su Facebook trucca Renzi con i baffi che si liscia soddisfatto dopo l’incontro del 10 febbraio scorso con Napolitano. Su Twitter e sul suo blog Cerazade (sottotitolo: Tè politico) si presenta in versione Che Guevara, barba folta e berretto con visiera, ritratto da Emanuele Fucecchi. Cinguettii e annotazioni sempre puntuali e graffianti: un florilegio dei giudizi al curaro di Casini contro Berlusconi prima del nuovo flirt, un calcio allo scoop-bufala di Alan Friedman su Napolitano, uno stupidario su Nichi Vendola, la cronaca del match Letta-Renzi raccontato con lo stile che preferisce, quello battente ed essenziale di una partita di calcio. Usa i social come tutti i tecno-giornalisti della sua generazione, forse anche di più. Non so dove trovi il tempo, ma tutto quello che leggeremo domani a sua firma potete saperlo oggi in poche righe, anche una sola, come avviso ai naviganti.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 447 – Febbraio 2014

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