App gratis ma ‘solo di nome’, l’Ue convoca l’industria

(ANSA) Preoccupata dalle sempre più numerose app che si scaricano gratis, ma che poi richiedono un pagamento una volta scaricate, ad esempio nel caso di giochi, la Commissione europea chiede all’industria di trovare una soluzione. I consumatori, soprattutto bambini, non possono essere ingannati, spiega Bruxelles, che oggi e domani consulterà i rappresentanti dell’industria per spingerli a cambiare le loro pratiche di vendita. In Europa l’economia delle app è in piena espansione: impiega oltre un milione di persone e si prevede che raggiunga il valore di 63 miliardi di euro circa nei prossimi cinque anni. Secondo Distimo, piattaforma esterna di analisi delle app (Distimo app analytics), l’80% circa del reddito – stimato in oltre 10 miliardi di euro – di un fornitore è ricavato da acquisti effettuati da consumatori all’interno di un’applicazione, detti comunemente “acquisti in-app” con i quali i consumatori possono accedere a determinati contenuti o elementi. Perché l’economia delle app possa sviluppare le sue potenzialità e continuare a innovare, è necessario che i consumatori abbiano fiducia nei suoi prodotti, è il ragionamento della Commissione. Oltre il 50% del mercato Ue dei giochi online è costituito oggi da giochi pubblicizzati come “gratuiti” nonostante comportino spesso costosi acquisti in-app. E spesso i consumatori non sanno nemmeno di aver speso del danaro perché le loro carte di credito vengono addebitate in modo predefinito. (ANSA, 27 febbraio 2014)

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