Editoria

03 marzo 2014 | 23:53

Inchiesta sulle pressioni all’Ora della Calabria, Gentile non è indagato

(ANSA) Il senatore Antonio Gentile, ormai ex sottosegretario alle infrastrutture e ai Trasporti, non è indagato dalla Procura di Cosenza nell’inchiesta aperta per la mancata uscita in edicola, circa due settimane fa, del quotidiano L’Ora della Calabria. A confermarlo all’ANSA il procuratore di Cosenza Dario Granieri. Nell’indagine avviata per le presunte pressioni sul quotidiano per non fare uscire la notizia di un’inchiesta in cui sarebbe coinvolto il figlio del parlamentare, tuttavia un indagato c’è. Sul punto, da parte della Procura cosentina, c’è il massimo riserbo. L’indagato, secondo quanto è stato possibile apprendere, sarebbe Umberto De Rose, titolare della tipografia in cui si stampa L’Ora della Calabria e autore di una telefonata all’editore del quotidiano Alfredo Citrigno la notte in cui poi le rotative si sono fermate “per un guasto”, impedendo l’uscita del giornale: vicenda finita al centro delle polemiche, oltre che dell’attenzione dei magistrati. Per lui la Procura ipotizza il reato di violenza privata. La telefonata è stata registrata dal direttore de L’Ora della Calabria Luciano Regolo nelle concitate ore che precedettero il guasto, ed è, a suo dire, la prova delle pressioni esercitate da De Rose, che è anche presidente di Fincalabra, società in house della Regione Calabria, sull’editore del giornale. Regolo, nell’immediatezza dei fatti, disse chiaramente che il suo giornale non era arrivato in edicola il 19 febbraio per impedire la pubblicazione dell’articolo sull’inchiesta della Procura su presunte irregolarità nell’affidamento di incarichi a esterni da parte dell’Azienda sanitaria provinciale nella quale sarebbe coinvolto il figlio di Gentile. Regolo ha mantenuto ferma la sua posizione e nei giorni successivi ha anche diffuso, prima la trascrizione e poi l’audio della telefonata fatta da De Rose a Citrigno ed alla quale ha assistito direttamente. Una telefonata che per Regolo non lasciava adito a dubbi: De Rose aveva esercitato pressioni sull’editore ponendosi nei suoi confronti come mediatore della famiglia Gentile. Un’accusa alla quale lo stesso De Rose ha replicato negando di avere mai fatto pressioni. (ANSA, 3 marzo 2014)