Televisione, TLC

05 marzo 2014 | 10:27

Ti Media: la perdita 2013 si riduce a 132 milioni, avanti sulla joint venture con L’Espresso

(ANSA) Ti Media, la controllata di Telecom che rimasta senza le tv ormai conta solo sui ricavi dell’operatore di rete (Timb) chiude in rosso il 2013. Il cda, precedendo di un giorno la riunione della controllante, ha approvato i conti che vedono i ricavi scendere a 72,2 milioni di euro, l’ebitda a 30,2 milioni ma la perdita si riduce a 132 milioni di euro da 240,9 milioni di euro nel 2012. E torna l’utile operativo (1,8 milioni di euro rispetto alla perdita di 64 milioni di euro su cui pesavano le svalutazioni del 2012). Resta inevitabile la riduzione del capitale per perdite e sarà l’assemblea, convocata per il 10 aprile, a deliberarlo. Telecom da parte sua ha confermato il sostegno patrimoniale ma è sempre alla ricerca di una soluzione ‘strutturale’, scegliendo tra quelle più classiche che sono la fusione, l’aumento di capitale o la liquidazione. Tornando ai conti per Timb in particolare, mentre il gruppo è al tavolo con L’Espresso per creare una joinventure che integri i rispettivi multiplex, i ricavi sono stati pari a 74,3 milioni, l’ebitda a 36 milioni di euro e il risultato operativo pari a 7,6 milioni di euro. Il flusso di cassa operativo è stato di 24,3 milioni di euro ”in significativo aumento per i minori investimenti – spiega una nota – per effetto del completamento del processo di switch off avvenuto nel primo semestre 2012 e per la riduzione di crediti commerciali”. L’indebitamento finanziario netto è pressochè stabile a 259,9 milioni di euro. Sull’operazione con il gruppo De Benedetti non ci sono novità ma il cda ha esaminato lo stato di avanzamento del progetto. Domani toccherà a Telecom esaminare i conti. Gli analisti si aspettano ricavi per 23,4 miliardi (-8,9% a parità di perimetro dopo la vendita dell’Argentina) e un Ebitda reported a 9,5 miliardi, senza tener conto dei risultati dell’impairment test che, come di routine, si svolge a fine anno. Gli analisti non si attendono sorprese e ricordano che il gruppo ha già drasticamente ‘sforbiciato’ nel primo semestre con 2,2 miliardi di euro di svalutazioni. Un altro nodo è il dividendo: al momento la comunità finanziaria crede nei 2 centesimi di dividendo assegnati l’anno scorso alle ordinarie ma se le difficoltà sul debito portassero a cancellarlo non sarebbe vissuto dal mercato come un dramma e nemmeno come inaspettato. Il debito dovrebbe attestarsi sui 27 miliardi. In Borsa il titolo, approfittando del rally del listino, ha tirato la volata sul finale recuperando ampiamente il calo della vigilia e chiudendo a 0,84 euro in rialzo del 6,17 per cento. (ANSA, 4 marzo 2014)