Editoria

06 marzo 2014 | 15:07

Ora della Calabria: il padre dell’editore Citrigno replica a Gentile

(ANSA) “Il senatore Gentile ha dimenticato, evidentemente, che sin dal principio la mia carriera imprenditoriale ha sempre risentito proprio della vicinanza e dell’amicizia che si era instaurata con lui e con il fratello Pino: la stessa vicinanza che purtroppo ritengo sia stata la causa nonché origine di tutte le vicissitudini processuali che ho subito e continuo a subire”. Lo afferma Pietro Citrigno, padre dell’editore de “L’Ora della Calabria”, Alfredo, in risposta alla dichiarazione fatta domenica dall’ex sottosegretario Antonio Gentile in relazione alle presunte pressioni che sarebbero state esercitate sul quotidiano per non fare pubblicare un articolo sull’iscrizione nel registro degli indagati del figlio dello stesso Gentile. L’ex sottosegretario, nella dichiarazione di domenica, aveva citato Pietro Citrigno indicandolo come “un signore condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per usura, condanna che sta scontando ai domiciliari. Con questi personaggi – aveva aggiunto – non ho rapporti, come testimoniano le pagine intrise di veleno delle testate che lo pseudoeditore accompagna al fallimento e che chiunque può consultare nelle biblioteche”. Citrigno, che afferma di sentire “il dovere” di fare la sua precisazione, “a questo punto, in prima persona ed a tutela della mia famiglia”, aggiunge che “è’ chiaro che questa forma di intimidazione espletata attraverso i media nei miei confronti e di tutta la mia famiglia, non è altro che l’ennesimo tentativo da parte di Antonio Gentile di spostare l’attenzione da un fatto reato che riguardava, come riguarda, esclusivamente la sua persona e la sua famiglia. Questo sfogo, puramente personale, e’ unicamente tendente ad evidenziare la limpidezza di mio figlio Alfredo che, quale giovane imprenditore ed editore di ‘L’ora della Calabria’, innanzi alle intimidazioni, non ha mai scelto di subire, a mia differenza, i soprusi di queste persone. Soprusi per effetto dei quali, oggi, sto ancora pagando le conseguenze giudiziarie nonostante negli atti processuali si faccia chiaramente ed indiscutibilmente riferimento a rapporti di alcuni soggetti con Tonino e Pino Gentile che, secondo il mio parere, non sono stati approfonditi dagli inquirenti. Forse per il ruolo ricoperto in questi anni dal senatore?”. “Credo che con questo scritto – conclude Citrigno – io possa far comprendere quale sia la ‘limpidezza’ e la moralità’ che lo stesso si attribuisce”. (ANSA, 6 marzo 2014)