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13 marzo 2014 | 13:03

Google cripta le ricerche a livello globale, censura più difficile

(TMNews) Google sta criptando tutte le ricerche con il suo motore a livello globale. Una mossa che starebbe facendo andare su tutte le furie il governo cinese che in questo modo avrebbe meno possibilità di censurare internet all’interno del Paese. Ma la scelta del colosso di Mountain View rappresenta anche una risposta al Datagate, lo scandalo scoppiato dopo le rivelazioni della talpa Edward Snowden, che aveva mostrato il programma di spionaggio della National Security Agency (Nsa).

Il cambio di rotta è uno degli ultimi provvedimenti (di certo il più inaspettato) messi in campo da Google in risposta all’espansione della sorveglianza globale da parte del governo americano. Non solo il gruppo californiano ma anche altre società hi-tech hanno intenzione di criptare a livello globale le ricerche, incrinando le loro relazioni con i governi, a lungo abituati ad avere la possibilità di monitorare il web senza alcun controllo.

Larry Page e Sergey Brin, creatori di Google (foto Olycom)

Per molti anni scrivere su Google la parola “Dalai Lama” o “Piazza Tiananmen” in Cina portava a una pagina bianca, visti i filtri posti da Pechino. Ma la scelta del motore di ricerca potrebbe minacciare l’abilità del governo di controllare tutte le ricerche. A questo punto la Cina – ma anche l’Arabia Saudita e il Vietnam – potrebbero scegliere di bloccare completamente i servizi del colosso americano, ma nella routine di tutti i giorni i blocchi potrebbero diventare molto più difficili da mettere in atto.

“Questa decisione rappresenta un bel grattacapo per le autorità di censura cinesi. Speriamo che altri gruppi seguiranno Google criptando i loro siti come opzione predefinita”, ha detto Percy Alpha, co-fondatore di GreatFire.org, un gruppo di attivisti che monitorano il “Grande firewall cinese”. (TMNews, 12 marzo 2014)