La Cassazione dice no al carcere per i giornalisti. Iacopino: “Ora avanti con la legge”

“La decisione della Corte di Cassazione fa sintesi di tutte le obiezioni che gli organismi della nostra categoria hanno sempre fatto davanti alla previsione del carcere per i giornalisti”. E’ la dichiarazione del presidente dell’Odg, Enzo Iacopino, dopo la sentenza della Cassazione secondo la quale i giornalisti, se commettono diffamazione, non devono essere condannati al carcere se non in presenza di ‘circostanze eccezionali’, altrimenti non viene loro assicurato il ruolo di ‘cane da guardia’.

Enzo Iacopino

Enzo Iacopino

Un verdetto, questo, con cui la Suprema Corte ha accolto il ricorso del direttore del quotidiano ‘La Voce di Romagna’ e di un cronista della stessa testata che erano stati condannati a sei mesi di reclusione – sospesi dalla condizionale – per un articolo pubblicato l’11 marzo 2006 nel quale si dava notizia di due militari indagati per furto ai danni di un commilitone. Ora la Corte di Appello di Brescia dovrà rideterminare sotto forma di multa la pena per gli imputati.

“Accanto alla soddisfazione”, continua Iacopino, “resta come cittadini un po’ di tristezza perché ancora una volta i giudici sono chiamati a svolgere una funzione di supplenza del Parlamento dove da troppo tempo è ferma una proposta di legge che abolisce il carcere, conservando al tempo stesso gravi e dannose possibilità di intimidire i giornalisti”.

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