14 marzo 2014 | 18:11

“Prepariamoci a un domani completamente digitale”, dice il direttore dell’European Journalism Observatory

“A lungo termine dobbiamo convincerci che tutti useranno le nuove tecnologie e le notizie le leggeremo sui nostri piccoli schermi digitali. La carta probabilmente potrà sopravvivere come strumento di approfondimento. Credo però che per informarci nel corso della giornata sulle news di cronaca, politica, sport e attualità, finiremo tutti a doverci adattare ai nuovi mezzi a disposizione”. E’ la previsione di Stephan Russ-Mohl, cofondatore e direttore dell’Osservatorio europeo di giornalismo, intervistato dal Corriere del Ticino in occasione del decennale dell’Osservatorio.

Stephan Russ Mohl

Stephan Russ Mohl

“Dobbiamo prepararci a un domani diverso e completamente digitale. La sfida sarà come finanziarne la qualità dell’offerta”, continua nell’intervista. “Vogliamo dimostrare che ci può essere un giornalismo di qualità anche grazie alle nuove tecnologie. Tutto, come sempre, dipende dall’uso che se ne fa: se preferiamo pagare per la nuova suoneria del nostro telefonino piuttosto che per avere informazione di qualità, è evidente che la causa dell’impoverimento generale della qualità siamo noi”.

E in merito alla gratuità delle notizie online, Russ-Mohl aggiunge: “Oggi al pubblico manca di un’educazione su come funzionano i media e su quali meccanismi regolano il mondo dell’informazione. Inoltre, gli editori, puntando da subito sulla gratuità dell’online, hanno innescato un meccanismo perverso che produce conseguenze negative a più livelli. Se le nuove tecnologie ti regalano tutto gratis e la vecchia informazione (più o meno di qualità) rimane a pagamento, si ottengono i risultati che tutti vediamo. Questo non può funzionare. Le nuove generazioni hanno imparato che l’informazione è tutta gratis e che oltre a quella non c’è nulla. Tutto qui, ma ora sarà molto difficile cambiare la loro mentalità e il loro modo di vedere le cose”.

L’intervista integrale è sul sito dell’European Journalism Observatory, dove Stephan Russ-Mohl tocca anche i temi della libertà di stampa, dell’opinione pubblica e del mestiere del giornalista.