19 marzo 2014 | 10:38

Università Bocconi: ‘Missione cultura’. Un forum per i 25 anni della casa editrice Egea

Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi, celebra i suoi 25 anni di vita con un incontro a più voci che ha per concetto chiave l’investimento personale quanto sociale, economico e politico nella cultura.

‘Missione cultura. Leggere la società oggi’ è il titolo del forum che si svolgerà giovedì 20 marzo alle 17 nell’aula magna dell’università e che vedrà il confronto di alcuni opinion leader in forma di dialogo su diverse questioni. In apertura gli interventi di Luigi Guatri, presidente di Egea, di Mario Monti presidente dell’università Bocconi, del consigliere delegato Bruno Pavesi e del rettore Andrea Sironi, per poi entrare nel vivo del forum introdotto da Mirka Giacoletto Papas che, dal 1996, è amministratore delegato della university press.

Guardare alla globalizzazione e articolare in relazione a quella il concetto di democrazia e lo status dei cittadini è il tema sul quale Nadia Urbinati, che proprio con Egea sta per pubblicare il suo ultimo saggio, si confronterà con Salvatore Veca, filosofo politico e docente alla Iuss di Pavia. Saperi e conoscenze tra mezzi e fini social(i) è l’argomento  del secondo dialogo che conduce al tempo del digitale: ne discuteranno Juan Carlos De Martin del centro Nexa del Politecnico di Torino e il rettore della Bocconi Andrea Sironi. Ultimo step il confronto tra Piergaetano Marchetti, professore merito e presidente della Fondazione Corriere della Sera, e il commissario di Expo Giuseppe Sala che avrà per oggetto la sfida culturale e di innovazione che il grande evento del 2015 porta con sè.

Mirka Giacoletto Papas

Mirka Giacoletto Papas

“Il convegno è nato ragionando con Nadia Urbinati sul superamento dei confini, geografici, politici, di governance”, spiega a Prima Mirka Giacoletto Papas. “C’è una modifica degli assetti cui non sappiamo rispondere. Noi abbiamo l’ambizione  di mettere  almeno le domande giuste sul tavolo e di far discutere persone diverse. Così si spiega l’invito a un manager come Giuseppe Sala affinchè ci racconti di Expo non solo come macchina gigantesca, ma come occasione per mettere l’Italia in grado di rapportarsi agli altri paesi, di stare alla sfida della globalizzazione senza essere marginalizzata come purtroppo sta succedendo”. (A. S.)