Editoria

19 marzo 2014 | 11:20

Il Vaticano ospite d’onore del Salone del Libro di Torino

(ANSA) Un “cupolone” fatto di libri. Così si presenterà lo stand vaticano al prossimo Salone del Libro di Torino (8-12 maggio), il maggiore evento librario nel panorama italiano, al quale la Santa Sede partecipa quest’anno come ospite d’onore. Un segnale, quello dell’assoluta novità della partecipazione vaticana, che va in controtendenza rispetto alla generale crisi della cultura e dell’editoria: con il conforto anche, hanno sottolineato oggi i promotori durante la presentazione in Vaticano, del ‘boom’ di pubblicazioni che riguardano la figura e l’opera di papa Francesco, autentica boccata d’ossigeno per l’asfittico orizzonte librario italiano. Su un’estensione di 400 mq, con una pianta corrispondente al progetto della basilica vaticana di Donato Bramante di cui quest’anno si celebra il quinto centenario della morte, lo stand nel terzo padiglione del Lingotto sarà occupato per il 70% dai libri della Lev, la Libreria Editrice Vaticana, che vi porterà almeno il 60-70% dei 3.600 titoli in catalogo, ha fatto sapere il direttore don Giuseppe Costa. Ma accoglierà la produzione di tutte le varie istituzioni librarie vaticane: i Musei, la Biblioteca Apostolica, l’Archivio Segreto, la Commissione per l’Archeologia Sacra, le Pontificie Accademie, compresa l’ultima nata, quella della Latinità, l’Ufficio Filatelico e Numismatico, tra gli altri. In più vi saranno esposte opere delle varie istituzioni vaticane, come un “Inferno” di Dante realizzato dal Botticelli, manoscritti del “Canzoniere” di Petrarca, lettere a Pio IX di Carlo Alberto, Cavour, Vittorio Emanuele II e Don Bosco, offerte dall’Archivio Segreto, sculture dei Musei e dalla Commissione archeologica. La partecipazione vaticana si arricchirà anche di eventi collaterali come due esibizioni della “Cappella Sistina”, per la prima volta fuori dal Vaticano, un convegno internazionale dell’editoria religiosa, un incontro del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, con una personalità rappresentativa del mondo laico, un confronto tra il segretario di Stato Pietro Parolin e Claudio Magris riguardante le pubblicazioni sugli scritti e l’opera di papa Francesco. Ravasi ha parlato del Salone di Torino come di un evento che smentisce le “considerazioni pessimistiche” sulla lettura in Italia, rimasta comunque una pratica “fuori dall’ordinario”, “che non fa parte del fluire del tempo quotidiano”. La partecipazione della Santa Sede, ha spiegato, si inserisce comunque in un flusso di dialogo con manifestazioni “laiche”, non solo culturali: vedi la presenza vaticana alla Biennale d’Arte di Venezia e all’Expo 2015 di Milano Per il direttore editoriale del Salone, Ernesto Ferrero, quella in atto è prima di tutto una crisi “morale e culturale”, di fronte alla quale persino “il boom della pubblicistica di e su papa Francesco, dal punto di vista librario, è come la ‘colomba bianca’ che si posa sull’arca di Noè alla fine del diluvio”. Alle “speranze condivise e condivisibili” che anche il Salone di Torino intende alimentare, “il papato di Francesco sta dando un impulso determinante – ha detto Ferrero – cui guardano con attenzione e gratitudine anche i laici e i non credenti”. La partecipazione vaticana, ha aggiunto, “non poteva cadere in un momento più opportuno. Forse nei prossimi anni, guardandoci indietro, potremo dire che la stagione del riscatto ha trovato qui una spinta in più, nel nome di valori ritrovati e condivisi”. Parole cui fanno eco quelle pronunciate da Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura: “Per quanto concerne la Santa Sede, il portato più rilevante è il carattere profondamente internazionale e universale della sua stessa natura costitutiva e spirituale e la meravigliosa varietà in cui il messaggio, il magistero della Chiesa si traduce in opera di pensiero, di riflessione e di creazione letteraria ed artistica”. Alla presentazione in Vaticano hanno assistito anche il sindaco di Torino Piero Fassino e il governatore del Piemonte Roberto Cota. (ANSA, 19 marzo 2014)