Editoria

19 marzo 2014 | 12:04

La nuova strategia del Washington Post: accesso gratuito alla versione digitale del giornale

(TMNews) Lo aveva già fatto il New York Times nel 1980 lanciando la sua edizione nazionale. Adesso il Washington Post è pronto a usare la stessa ricetta per aumentare i suoi lettori negli Stati Uniti, con una piccola differenza: la presenza di internet. Per questo il giornale di proprietà di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha annunciato di voler offrire a tutti gli abbonati ai quotidiani locali posseduti dal gruppo l’accesso gratuito alla versione digitale del giornale. 

Jeff Bezos, proprietario del Washington Post (foto Olycom)

La mossa serve ad ampliare la platea di lettori del sito e ancora mette in luce il fatto che il quotidiano voglia uscire dal distretto di Washington per puntare a una copertura più capillare degli avvenimenti americani e internazionali. Il Dallas Morning News, l’Honolulu Star-Advertiser e altri quattro giornali locali inizieranno questa sperimentazione.

Il programma sarà lanciato a maggio e porterà di certo benefici anche ai quotidiani locali che dovrebbero aumentare il numero di abbonati grazie all’offerta. E ancora il Washington Post avrà una platea di lettori della versione premium molto più ampia. Non solo, perché nei prossimi mesi l’edizione a pagamento online potrebbe arrivare con nuove sorprese: potrebbe infatti stringere accordi con Amazon Prime o Spotify per offrire l’accesso ai suoi contenuti digitali, in una mossa che era stata anticipata al Financial Times dallo stesso presidente del Washington Post, Steve Hills.

Il paywall del Washington Post è stato lanciato l’estate scorsa, poco dopo l’acquisto da parte di Bezos: il costo per l’abbonamento online è di 9,99 dollari al mese, che diventano 14,99 nel caso in cui si voglia avere l’accesso anche all’app per dispositivi mobile. “Ora ci chiediamo, cosa devi fare per avere un grande numero di lettori tra 10 o 20 anni da adesso?”, ha detto Hill facendo riferimento all’era Bezos. “Sotto il precedente proprietario, la vera domanda che ci facevamo era: come facciamo a fare soldi nei prossimi due o tre anni?”, ha concluso il presidente. (TMNews, 19 marzo 2014)