19 marzo 2014 | 15:35

ProPublica mette on line tutti i dati che la redazione utilizza per i servizi

Quanto si è disposti a pagare per dei dati affidabili e aggiornati? ProPublica, l’organizzazione non profit con sede a New York che fa “giornalismo investigativo nel pubblico interesse” (e che nel 2011 ha vinto per la sua attività un Premio Pulitzer), ha deciso di mettere a disposizione di giornalisti e ricercatori accademici i dati che la redazione utilizza per i suoi servizi.

Stephen Engelberg, direttore di ProPublica dal gennaio 2013

I ‘Foia Data’, i dati cioè che in base al Freedom of Information Act del 1966 le amministrazioni pubbliche americane devono rendere accessibili ai cittadini per metterli in condizione di comprendere come opera il governo federale, sono gratuiti; gratis sono anche alcuni degli ‘external data’ di cui il sito The ProPublica Data Store riporta i link per attingere alla fonte originale. Sono invece a pagamento i ‘premium datasets’, i dati cioè che derivano da più fonti e alla cui elaborazione lavora direttamente la redazione di ProPublica: i prezzi vanno da 200 a 10mila dollari.
Chi vuol sapere quanto sono stati pagati i dottori di un certo Stato americano dalle case farmaceutiche tra il 2009 e il 2012 paga 200 dollari se è giornalista e 2mila se è un ricercatore accademico, ma per accedere a quegli stessi dati relativi però all’intero territorio nazionale le tariffe salgono rispettivamente a mille e 10mila dollari.
ProPublica intende con questa iniziativa dare nuova vita ai dati che raccoglie e intercettare una nuova fonte di reddito (P. Cav.)