Protagonisti del mese

25 marzo 2014 | 9:56

Maurizio Belpietro, direttore di Libero

I soldi pubblici non arrivano, anzi bisogna restituirli, e la crisi dell’editoria costringe a tirare la cinghia. Ma al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro pensano al rilancio puntando anche con i new media alla pancia dei lettori, non solo quelli di centrodestra.

Maurizio Belpietro

Maurizio Belpietro

“È assolutamente vero, nel 2009, quando sono arrivato, in redazione c’è chi ha guadagnato soldi scommettendo sul futuro di Libero. Infatti, c’era chi era sicuro che il giornale chiudesse entro sei mesi. Sono passati cinque anni e noi siamo ancora qui”. Una volta tanto il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, lascia da parte il personaggio dell’‘antipatico’, su cui ha puntato anche in televisione (“Se serve a definirmi come un giornalista che dice sempre ciò che pensa”, afferma, “non mi offendo, anzi”) e racconta come ha tenuto sulla linea di galleggiamento una testata che negli ultimi anni ha attraversato una serie di tempeste piuttosto impegnative nel mezzo di un clima generale piuttosto negativo per l’intero settore editoriale. Infatti, al calo della diffusione – poco più di 71mila copie a dicembre, 3mila in meno rispetto allo stesso mese del 2012 – e della pubblicità si è aggiunta la cancellazione dei quasi 19 milioni di euro di contributi statali del triennio 2008-2010 e il grosso rischio di dover restituire allo Stato i 15,7 milioni percepiti per il 2006 e il 2007 (per averli incassati indebitamente il presidente dell’Editoriale Libero, Arnaldo Rossi, e Tonino Angelucci, capostipite della famiglia che controlla attraverso la Tosinvest la testata, sono indagati per falso e truffa aggravata).

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 448 – Marzo 2014