Protagonisti del mese

25 marzo 2014 | 9:59

Federico Rampolla, responsabile digital innovation di Mondadori

“La tecnologia non deve essere una questione da specialisti, ma far parte della cultura aziendale”, dice Federico Rampolla, responsabile digital innovation della Mondadori. A capo della nuova struttura voluta dall’amministratore delegato Ernesto Mauri, Federico Rampolla spiega come sta introducendo alla Mondadori una cultura digitale e un approccio condiviso alle tecnologie.

Federico Rampolla

Federico Rampolla

“Ernesto Mauri ci ha chiesto di guidare un progetto di trasformazione di una grande azienda con una lunga storia, una tradizione, un ampio range di attività. Impresa né facile né scontata, perché il presupposto indispensabile è che l’azienda sia assolutamente determinata a perseguire il cambiamento di processi e organizzazione”, racconta Rampolla.

“Abbiamo già lavorato molto sul team di innovazione trasversale, ovvero sulla struttura di supporto alle unità di business dell’azienda. La missione è cambiare tutto il resto”, spiega Rampolla. “La tecnologia conta, ci mancherebbe altro. Ma che me ne faccio se dentro l’azienda viene vissuta come una questione da specialisti, come un corpo separato? Una delle prime parole che ho usato, durante l’incontro che ho avuto con l’azionista, è stata ‘humus’. Cioè la precondizione perché il cambiamento possa attecchire, crescere, svilupparsi”.

“Se spostiamo lo sguardo ai prossimi dieci, quindici anni è evidente che Google, Apple, Facebook avranno ancora molto da dire e saranno protagonisti per molto tempo. Però questi giganti sono competitor ma al tempo stesso acceleratori del cambiamento. I grandi player vanno organizzandosi nella logica delle piattaforme. Questo significa che ci sarà sempre spazio per i produttori di contenuti come gli editori”, sostiene Rampolla .

E sulla recente acquisizione di Anobii, la community on line di appassionati di libri, Rampolla anticipa a Prima: “Con il fondatore Greg Sung abbiamo trovato un allineamento totale, basato su regole non invasive. Aggiungeremo servizi, ma rispettando lo spirito dell’iniziativa”.

L’intervista integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 448 – Marzo 2014