26 marzo 2014 | 11:38

Finisce l’era Tatò, la Treccani volta pagina

(ANSA) Dopo undici anni di gestione targata Franco Tatò, la Treccani volta pagina. Stop allo strapotere dell’amministratore delegato e alla centralità della gestione commerciale, per tornare all’equilibrio interno tra poteri e ridare il peso che merita alla ricerca scientifica. Questo l’obiettivo – spiega il presidente pro tempore dell’Istituto Giovanni Puglisi all’Ansa – che ha spinto il consiglio di amministrazione di ieri sera ad approvare una modifica dello statuto da proporre all’assemblea convocata per il 30 aprile. In quell’occasione dovrà anche essere ratificato il bilancio 2013, che ha avuto il via libera dal cda. “I conti sono tornati in equilibrio – annuncia Puglisi -, e proprio per questo si può con serenità riportare la governance al bilanciamento di poteri che era nello spirito originale. Undici anni fa l’istituto ha passato un momento difficile e si è deciso di creare un soggetto unico che avesse tutti i poteri. Oggi è tempo di tornare all’equilibrio tra il cda con il presidente, il consiglio scientifico e il direttore generale”. Il nuovo presidente, Franco Gallo, è stato nominato nel febbraio scorso, ma si aspetta la firma del presidente della Repubblica. Il nuovo dg sarà, invece, indicato dal prossimo cda, che sarà nominato in assemblea. In lizza per la carica c’è l’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray, in passato già direttore editoriale dell’Istituto. “La Treccani non può essere solo un abbellimento per la libreria, occorre restituirle il ruolo di motore culturale – sostiene Puglisi -. Questo ruolo negli ultimi anni è passato in secondo piano rispetto alla necessità di riportare i conti in ordine”. Dismissioni del patrimonio immobiliare, riduzione del personale fino a poco più di 100 unità rispetto alle 200 del passato, operazioni editoriali non legate al mondo della ricerca, come le opere di pregio che rappresentano oggi il 60% del fatturato: queste le misure prese per tornare in equilibrio. Tra i punti in agenda per la futura gestione, quello delle vendite che soffrono particolarmente al Sud. “Il vero problema è allargare la fascia di clienti – spiega Puglisi -, puntare sui giovani per i quali c’è un problema di costi da affrontare”. La riduzione del personale, inoltre, ha aumentato il ricorso ai servizi esterni. “Il tema sarà oggetto di riflessione del nuovo consiglio – prosegue -. Io non sono contrario all’outsorcing, ma occorre che ci sia una garanzia di qualità”. Altro tema è la strategia dell’enciclopedia sul digitale. “Va benissimo il portale Treccani, ma deve essere il mezzo non è il fine – sostiene Puglisi -. Si è deciso di inserire sul portale tutta la banca dati rendendola scaricabile, ma questo abbatte l’appeal dell’opera Treccani. La carta deve rimanere centrale, poi c’è la fruibilità dei prodotti che può stare nel sistema online”. Il concorrente è naturalmente Wikipedia. “Wikipedia attira perché continuamente in movimento – argomenta – e tutti possono modificare il contenuto, ma non è paragonabile alla Treccani sul piano della qualità. Ora dobbiamo sconfiggerla anche sul piano del successo commerciale”. (ANSA, 26 marzo 2014)

Giovanni Puglisi

Giovanni Puglisi