26 marzo 2014 | 18:50

I bonus ai top manager non devono passare. I lavoratori di Rcs si compattano e scatta una pesante serie di scioperi

Tutte le componenti di Rcs Mediagroup reagiscono con una pesante serie di scioperi ai bonus annunciati per i top manager del  gruppo. Inizia domani il Corriere della Sera che non uscirà venerdì. Poi tocca ai poligrafici che sciopereranno venerdì  impedendo l’uscita sabato di Corsera e Gazzetta dello Sport. Gazzetta che si fermerà sabato per non andare in edicola domenica.

Le azioni decise dai lavoratori del gruppo guidato da Scott Jovane arrivano al termine di un pomeriggio di grande tensione
all’assemblea aperta convocata dai Cdr di Corriere, Gazzetta, Periodici e delle Rsu, dopo la notizia della possibile
attribuzione dei bonus a una ventina di manager di prima fila.

La riunione convocata per le 15,30 è iniziata in ritardo perchè è stata anticipata dall’assemblea dei giornalisti del Corsera
voluta dal direttore Ferruccio De Bortoli. La riunione ha compattato il rapporto tra direttore e giornalisti del quotidiano
che hanno deciso di rinviare lo sciopero che avrebbe impedito domani l’uscita del quotiadiano. La decisione è stata presa sia
per consentire la pubblicazione dell’intervista al presidente Obama in visita proprio domani nel nostro Paese e sia per
l’impegno di De Bortoli che ha messo sul tavolo le proprie dimissioni nel caso venissero approvati i bonus. Non estranea al
rinvio è anche la volontà di non lasciare spazi di mercato alla diretta concorrente Repubblica, da domani in edicola
completamente rinnovata.

Durante l’affollatissima assemblea in sala Montanelli si è registrata un’unità di tutte le componenti della casa editrice che
non si vedeva da anni e come ha detto Manlio Gasparotto del Cdr della Gazzetta dello Sport, è stata una risposta all’azienda
ancora migliore dello sciopero.

Un richiamo all’unità e alla compattezza è arrivato anche dalla componente dei poligrafici, mentre per i grafici editoriali è
intervenuta una rappresentante di Rcs Libri ricordando come il suo settore stia pagando un prezzo pesante in termini di
cassa integrazione, prepensionamenti e terziarizzazione: il 40% di chi lavora ai contenuti e al digitale è precario.

Dalla redazione di Rcd, la divisione più multimediale del gruppo che produce 44 video al giorno, è arrivata una richiesta
affinchè l’azienda indichi una linea chiara sulle strategie digitali.

Marco Persico di Rcs Periodici ha ribadito che i lavoratori del gruppo hanno bisogno di maggiore stabilità nella governance
perchè, ha detto, da mesi arrivano minacce anche da parte di chi ha avuto voce nell’affare Recoletos e che adesso tenta di
sollevarsi da responsabilità. Persico ha chiesto anche investimenti sulla parte editoriale e sulla tecnologia e chiede una
presenza di giornalisti all’interno del cda.

Sono seguiti una serie di interventi dei partecipanti all’assemblea che hanno chiesto ai rappresentanti sindacali di
intervenire con decisione, dopo la pesante fase di tagli, per ottenere risposte chiare anche sugli investimenti per il
rilancio della casa editrice.

L'assemblea di Rcs Mediagroup

L’assemblea di Rcs Mediagroup