27 marzo 2014 | 10:34

E’ in edicola la nuova Repubblica: “Un giornale per l’Italia del futuro”. Ecco come è cambiata dal 1976 ad oggi (VIDEO)

E’ in edicola da oggi la nuova Repubblica, rinnovata nella grafica e nei contenuti. Più spazio all’approfondimento, alle inchieste, ai retroscena “per far capire cosa c’è dietro le notizie che sono ormai declinate in tutte le sue forme, attraverso il web, i social network, la televisione”.

Ecco l’editoriale del direttore Ezio Mauro e un video che in 75 secondi racconta come è cambiato il quotidiano dal 1976 ad oggi.

 

L’editoriale di Ezio Mauro: “Un giornale per l’Italia del futuro”

Un giornale non deve soltanto raccontare un Paese ma cercare di interpretarlo nel suo sentimento più profondo, nelle sue esigenze collettive, nelle aspirazioni pubbliche. Soprattutto, un giornale non può rimanere fermo mentre intorno il mondo cambia, e il bisogno di rinnovamento coincide addirittura con la speranza di futuro.

Per questo Repubblica da oggi cambia volto, rimanendo fedele ai suoi valori di fondo, alla forza e all’ identità del suo giornalismo trasformato da Scalfari in community culturale quasi quarant’ anni fa. In questi anni il giornale si è trasformato spesso, semplicemente perché la realtà bussava ogni volta chiedendo nuove forme di espressione, un nuovo disegno capace di interpretarla nella sua ricchezza e nella complessità, uno sguardo diverso.

Repubblica ha in sé il dna dell’ innovazione — basti pensare alla rivoluzione del formato, alla nascita di R2, al primo sito giornalistico — e a questo codice rimane fedele anche oggi, quando la crisi che il Paese attraversa chiede riforme, novità, cambiamento.

La nuova Repubblica è il perno di un sistema giornalistico che produce notizie, idee e commenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Potendo contare sul più alto numero di lettori su carta (3 milioni) e sul web (2 milioni e mezzo di utenti unici per il sito) oggi quel sistema diversifica radicalmente l’ informazione. Il giornale infatti ridurrà le notizie che hanno dominato i siti per l’ intera giornata, che il lettore dunque già conosce e che fanno parte del “mercato comune” dell’ informazione: per costruire le sue pagine con servizi speciali, inchieste, reportage, storie, interviste, analisi e commenti, prodotti dalle grandi firme di Repubblica. È la prima volta che un grande quotidiano prende atto davvero e con orgoglio della doppia e parallela declinazione del suo giornalismo, sulla carta e sul sito, differenziando e potenziando entrambi nel loro specifico.

Un giornale più scelto, dunque, e che proprio per questa ragione abolisce per primo la “nota politica”, quel collage di dichiarazioni di leader e partiti e di interpretazioni della giornata che quasi mai si traduce in immagini concrete. Anche la politica verrà quindi spinta a cercare nuove forme di espressione, a scalare le gerarchie della giornata, a conquistarsi il suo spazio deputato a capotavola, a diventare oggetto di servizi speciali sul nuovo giornale, senza più aree riservate in partenza. Dovrà diventare fatto, cosa.

La nuova grafica, studiata dall’ art director Angelo Rinaldi, come sempre nella storia di Repubblica darà insieme forma e sostanza al cambiamento. Il risultato è un giornale più semplice, più chiaro, più leggibile, che non ha bisogno di artifici perché si dichiara al lettore per quel che è, e si affida alle sue firme e al suo giornalismo.

Un modo nuovo di raccontare un Paese che cambia: o che almeno vuole cambiare, a cominciare da Repubblica.