27 marzo 2014 | 18:33

L’Ora della Calabria in liquidazione. L’appello dei giornalisti: “Gli imprenditori onesti si facciano avanti”

“Non so per quanto ancora andremo in edicola. Da domani potrebbe essere l’ultimo giorno, non abbiamo certezza di alcunché, a parte del nostro credo fermo nella verità e nella giustizia”. E’ l’allarme lanciato dal direttore dell’Ora della Calabria, Luciano Regolo, in un editoriale pubblicato oggi. Nelle scorse settimane il quotidiano è stato al centro del cosiddetto ‘caso Gentile’, la vicenda nata dalle pressioni da parte dello stampatore Umberto De Rose sull’editore Alfredo Citrigno per bloccare l’uscita della notizia relativa all’indagine nei confronti di Andrea Gentile, figlio del senatore Antonio Gentile che si è poi dimesso dalla carica di sottosegretario.

Luciano Regolo (foto Olycom)

Luciano Regolo (foto Olycom)

Il motivo della chiusura secondo Regolo è che “il nostro giornale ha accumulato nell’esercizio precedente un forte passivo. L’editore non è più in condizione di ricapitalizzare e quindi domani verrà nominato un liquidatore”. Secondo Regolo lo stampatore De Rose “avrebbe fatto sapere che acquisirà, come principale creditore, questa testata che in questo periodo sta registrando ottimi risultati, in termine di vendite e di introiti pubblicitari. Io spero per la Calabria intera, per i valori in cui non smetterò mai di credere, che ciò non accada. Ma se dovesse succedere, non gongolino i De Rose, gli Scopelliti e i Gentile. Noi non taceremo, continueremo la nostra lotta per la libera informazione”.

I giornalisti dell’Ora della Calabria fanno appello a imprenditori “onesti e coraggiosi” per salvare la testata. “L’Ora della Calabria sta per chiudere i battenti. È una notizia che non avremmo mai voluto scrivere, eppure è così”, scrive il Cdr in una nota. “Ci rivolgiamo, pertanto, agli imprenditori liberi, onesti, coraggiosi, non compromessi con la politica, che hanno voglia di dar voce a un pensiero indipendente: c’è ancora in Calabria qualcuno con queste caratteristiche, disposto a sposare un progetto di informazione libera come il nostro? Si dice spesso che quando muore un giornale muore anche un’Idea. C’è ancora in Calabria qualcuno con un’Idea? C’è ancora qualcuno disposto a difenderla? Se sì, che si manifesti al più presto”.

Sulla mancata ricapitalizzazione è intervenuto anche Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza. “Un giornale che chiude è un megafono in meno che racconta ciò che accade attorno alla gente”, dice, “un respiro di vivacità intellettuale che, a prescindere dalle linee editoriali scelte, pone sempre un freno a quel pensiero unico che non garantisce la crescita di un territorio”.