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28 marzo 2014 | 10:20

Anche Franco Siddi dice no ai bonus per i top manager di Rcs: “È una questione di equità”

(AGI) Giornalisti e maestranze Rcs hanno denunciato la questione bonus per il top management dell’azienda, sospeso poi dallo stesso quadro dirigente “fino al pieno ripristino della profittabilità del Gruppo”, e per il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, la discussione aperta, “con forte denuncia”, dai giornalisti e dalle maestranze Rcs, è da ritenersi “salutare per l’intero sistema”.
- Secondo il segretario generale della Fnsi, intervenuto oggi a Milano al seminario dal titolo “Non c’è previdenza senza lavoro, per un nuovo welfare dei giornalisti italiani”, serve una svolta, anche in termini legislativi, di equità e di democrazia economica. Basta allora con sacrifici sul costo del lavoro (per poi non preservare ne’ lavoro ne’ produzione) senza partecipazione agli organi di controllo gestionale delle imprese. Nel mondo industriale dell’informazione si pone una grande questione di equità e credibilità pubblica, di fronte ai pesanti sacrifici che si chiedono ai giornalisti, le cui prestazioni restano insostituibili, se si vuole preservare autenticità, valore, forza rappresentativa del bene informazione”.

Franco Siddi, segretario generale Fnsi (foto Olycom)

I giornalisti e il loro sindacato “si assumono una parte di responsabilità in questo processo – ha sottolineato Siddi -, accollandosi parte rilevantissima, quasi tutta, dei costi per ammortizzatori sociali, soprattutto i contratti di solidarietà, che tengono in vita imprese e prospettive di rilancio. Ora è tempo di legiferare in senso riformatore e di smettere con sacrifici unilaterali”. Servono “nuovi meccanismi di controllo sociale e pubblico. Chi partecipa in forma tanto rilevante a tenere in piedi le imprese, deve poter stare, almeno, nel collegio dei sindaci delle società beneficiarie di risorse proprie dei lavoratori”, ha aggiunto Siddi, per il quale premi e bonus vanno sospesi “per un congruo periodo di tempo”, ovvero “si concedano solo se la riduzione dei differenziali di rendimento finanziario vada almeno di pari passo con la diminuzione dei differenziali sociali aziendali per i lavoratori”. E nell’impresa editoriale “questa e’ una condizione di credibilita’, che deve essere considerata parametro rilevante di efficienza”. (AGI 27 marzo 2014)