Comunicazione

28 marzo 2014 | 11:10

Orhan Pamuk preoccupato per la libertà di espressione in Turchia dopo la chiusura di Twitter e YouTube

(TMNews) La situazione in Turchia ‘va di male in peggio’ e il blocco di YouTube, dopo quello di Twitter, suscita ‘grande preoccupazione’ per la libertà di espressione nel Paese: il premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk ha sottoscritto una lettera di denuncia delle misure di censura dei social media ordinate dal governo di Recep Tayyip Erdogan.

Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura (foto Olycom)

Promossa da Pen International, un’associazione e organizzazione non governativa di scrittori, la lettera continua a raccogliere firme illustri, riferisce oggi The Guardian, come Salman Rushdie, Margaret Atwood, Karl Ove Knausgaard. L’appello viene così rilanciato alla vigilia delle amministrative in Turchia di domenica prossima, voto cruciale per il destino del premier turco, che proprio in vista di queste elezioni ha ordinato il giro di vite sulle piattaforme di comunicazione social, per tentare di arginare lo scandalo che ha travolto il suo esecutivo e il clamore che hanno suscitato intercettazioni di sue telefonate.

Dopo Twitter, ieri anche YouTube, il sito dedicato ai video di proprietà di Google, è stato bloccato in Turchia. L’autorità per le telecomunicazioni ha optato per ‘misure amministrative’ contro il sito ìdopo analisi tecniche e considerazioni legaliì esattamente una settimana dopo quella contro il sito di microblogging. L’annuncio è arrivato dopo la diffusione su YouTube della registrazione di una conversazione tra il ministro degli Esteri turco, il capo dei servizi segreti e un generale in merito a quelli che sembrano diversi scenari che potrebbero portare a un attacco turco contro militanti jihadisti in Siria.

Pamuk, Nobel nel 2006, ricorda che non è la prima volta che nel suo Paese viene bloccato YouTube: accadde anche nel 2008, dice, “tempi altrettanto duri per la libertà di stampa. Ma all’epoca almeno c’era speranza per il futuro. La situazione adesso sta andando da male in peggio, direi che sta divenendo terribile”. (TMNews 28 marzo 2014)