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28 marzo 2014 | 11:42

Facebook non smette di stupire. 2 miliardi in droni, satelliti e sistemi laser per connettere tutto il pianeta

(TMNews) Sempre più incontenibile nella sua espansione fatta a colpi di acquisizioni, Facebook ora si lancia su droni, satelliti e laser. Ma solo per usi civili: il social network ha infatti confermato che sta lavorando ad un progetto che sfruttando vari sistemi, tra cui droni autoalimentati a energia solare, punta a portare le connessioni internet nelle ampie aree del pianeta ancora non connesse alla rete informatica globale.

A fronte quindi del problema della tendenza alla saturazione del settore, e della prospettiva di cali sulla crescita di nuovi utenti, il social network reagisce investendo oltre 2 miliardi di dollari per creare letteralmente nuovi mercati dove potrà proseguire la sua espansione.

Mark Zuckerberg (foto Olycom)

A confermare questo piano, che ha anche un nome ufficiale (internet.org) è stato lo stesso fondatore Mark Zuckerberg, che ha parlato anche di una task force composta da una cinquantina di tecnici aeronautici e di esperti di tecnologie spaziali. In parte reclutati dalla Nasa. Il progetto, su cui da settimane circolavano indiscrezioni, trova ampio spazio sulla stampa internazionale.

Facebook ha anche effettuato una nuova acquisione, sulla britannica Ascenta, start up specializzata sui droni ad energia solare che potrebbero rappresentare un tassello chiave per la copertura internet in aree difficilmente raggiungibili.

Ma non è solo questo il punto. Attualmente i due terzi della popolazione mondiale non ha accesso alla rete. In assenza di costosi investimenti infrastrutturali molte zone possono essere coperte solo sfruttando i satelliti, che tuttavia a loro volta comportano pesanti costi di gestione. Per questo l’idea è di abbattere i costi sfruttando droni tenuti in vita da pannelli fotovoltaici, in grado di operare autonomamente per mesi con costi più bassi. E Ascenta ha ottenuto visibilità soprattutto per un prototipo di Drone a energia solare, lo Zephyr, che nel 2010 riuscì a volare per due settimane consecutive. (TMNews 28 marzo 2014)