28 marzo 2014 | 14:49

Maurizio Costanzo a Tgcom24: “Il futuro della televisione italiana? È nel web”

Maurizio Costanzo è stato intervistato da Andrea Conti per Tgcom24, dove ha avuto modo di parlare della sua nuova esperienza in radio con Radio Costanzo Show, in onda su Rtl 102.5. L’intervista prosegue facendo un quadro sulla televisione italiana di oggi e del futuro, mettendo in evidenza come ci sia “L’impossibilità di fare il varietà”, a causa della mancanza di validi autori.

“Mi piace l’idea di lanciare dei temi da sviluppare coi radioascoltatori. Ho avuto conferma di quanto Rtl 102.5 sia diffusa nel territorio, mi arrivano migliaia di messaggi e questo re-incontro con la radio è un qualcosa di insperato”.  Costanzo appare sorpreso dall’impatto che il suo programma radiofonico ha sugli ascoltatori, ma a stupirlo, dice, è soprattutto la fiducia e la voglia di ricominciare delle persone: “ La gente è più fiduciosa di quanto pensassi. Parlo molto dei sentimenti, anche se qualcuno ogni tanto tenta un attacco politico, ma è normale accada. In tutti comunque noto una certa voglia di ricominciare”.

Maurizio Costanzo (foto Olycom)

Passando al tema della televisione, l’idea di Costanzo è quella di un progressivo passaggio al web, evidenziando il fatto che le televisioni generaliste riescano a catalizzare un pubblico adulto, ma non riescono a coinvolgere i giovani che si riversano sulla Rete. Mancanza fondamentale della tv odierna è  ”L’impossibilità di fare il varietà, mancano gli autori. Oggi ci si riversa solo su fiction, game show e talent”. Il digitale ha “Un ventaglio più largo di offerte ma inevitabilmente si sta avvicinando alla generalista. Vedo comunque una bella programmazione in giro e con tanta roba bella”.

Parlando di Amici su Real Time dice: “Su Real Time c’è un altro pubblico ancora, più avvezzo alle novità, più consapevole. Passare a i canali digitali non è facile per le persone un po’ avanti nell’età che non riescono a smanettare il telecomando.

Nel prosieguo dell’intervista l’ex conduttore televisivo rimpiange la tv pedagogica, capace di essere uno strumento di insegnamento per i più giovani e aggiunge “Basterebbe poco per creare una trasmissione con questa intenzione. Ma devono essere progetti mirati ad un pubblico giovane, con un linguaggio moderno. Ho discusso spesso per realizzare tutto ciò”.

Ricorda poi l’esperienza da direttore di Canale 5 dal 1997 al 1999 come un momento difficile, ma allo stesso tempo stimolante “La costruzione di un palinsesto ha sempre esercitato su di me un grande fascino”.

Infine alla domanda “Cosa le piace in tv in questo momento?”, Maurizio Costanzo risponde  ”Le novità cerco di guardarle alla prima puntata per capire. Ma a me piace saltellare un po’ qui e lì da Quarto Grado a Ballarò e anche Le Iene”.