Comunicazione

31 marzo 2014 | 14:57

Istat: il 96,4% delle istituzioni pubbliche ha un proprio sito web

(TMNews) Delle 12.146 istituzioni pubbliche che hanno un accesso a internet, il 96,4 per cento, pari a 11.715 unità, dispone di un proprio sito web. Il 40,1 per cento delle istituzioni censite dichiara di utilizzare software open source. Un’analisi per forma giuridica delle istituzioni pubbliche mostra che, tra quelle che ne fanno maggior ricorso, vi sono tutte le Regioni, e oltre il 90 per cento delle Province e delle Università. E’ quanto emerge dal censimento 2011 dell’Istat. Fra i Comuni, appena il 40,7 per cento ricorre a software open source. L’utilizzo risulta crescente all’aumentare dell’ampiezza demografica, passando dal 25,9 per cento per i Comuni fino a 5.000 abitanti al 79,8 per cento per quelli oltre 100 mila abitanti. I Comuni della provincia autonoma di Bolzano (86,2 per cento), della Toscana (67,9 per cento) e dell’Emilia Romagna (61,4 per cento) adottano in misura maggiore soluzioni open source. ln Friuli-Venezia Giulia l’uso di software open source non è particolarmente accentuato (56,9 per cento) poiché la regione sconta l’elevata presenza di Comuni di piccole dimensioni. All’estremo opposto, le regioni in cui si registra un basso ricorso all’open source sono Molise (30,9 per cento), Abruzzo (25,9 per cento) e Piemonte (23,7 per cento); quest’ultimo è penalizzato sia dalla presenza elevata di Comuni di piccole dimensioni sia dallo scarso utilizzo di questa tipologia di software.

Il censimento ha rilevato otto tipologie di strumenti informatici e le relative dotazioni. Nelle amministrazioni centrali, su 100 unità di personale effettivo in servizio, 55 hanno in dotazione un Pc desktop, mentre sono dotati di portatili circa 8 dipendenti su 100. Nelle amministrazioni territoriali (Comuni, Comunità montane o isolane e Unione di comuni, Province e Regioni) il 73 per cento del personale effettivo in servizio ha in dotazione un Pc desktop e il 7 per cento un portatile. Le istituzioni pubbliche che utilizzano strumenti Ict per l’acquisto di beni e servizi rappresentano il 35,6 per cento del totale. Tra queste, il 61,8 per cento conta meno di 50 unità di personale effettivo in servizio. Per quanto riguarda le modalità di acquisto, si tratta di acquisti effettuati attraverso mercati elettronici (26,3 per cento), tramite negozio on line (15,7 per cento) e attraverso aste e gare elettroniche (14,4 per cento). Il ricorso alle aste e gare elettroniche caratterizza soprattutto le Regioni, le Amministrazioni centrali e le Aziende o enti del servizio sanitario nazionale; quello ai negozi on line le Università, le Regioni e le Province; infine, il ricorso ai mercati elettronici è più diffuso fra le Province, le Amministrazioni centrali e le Università .
Il 57,5 per cento delle istituzioni pubbliche che hanno una connessione a internet dispone anche di una rete Intranet. Tra queste vi sono soprattutto Aziende o enti del servizio sanitario nazionale, Province, Regioni, Amministrazioni di livello centrale e Università pubbliche, tutte con una percentuale superiore al 90 per cento. Le istituzioni pubbliche che dispongono di una rete Intranet sono localizzate per metà nel Nord del Paese, soprattutto nel Nord-ovest (27,5 per cento). Nella graduatoria delle Province con la più alta percentuale di istituzioni pubbliche provviste di rete Intranet si segnalano Olbia-Tempio (88,9 per cento), Macerata (83,5 per cento), Bolzano (82,5 per cento), Ancona (79,2 per cento) e Arezzo (77,8 per cento). Le 6.984 istituzioni pubbliche che hanno una rete Intranet dichiarano di impiegarla prevalentemente (92,1 per cento) per scopi di comunicazione organizzativa (ossia per trasmettere informazioni utili ai dipendenti come numeri interni di telefono, procedure, organigramma, ecc.) e amministrativa (89,6 per cento) (ovvero per rendere disponibili la modulistica, le notizie riguardanti i concorsi, ecc.), nonché per diffondere tra il personale la documentazione normativa (71,2 per cento).

Per quanto riguarda la comunicazione inter-istituzionale, dichiara di essere collegato con reti di comunicazione accessibili ad altre istituzioni il 46,9 per cento delle istituzioni censite; di queste, il 55,5 per cento è collegato al Sistema Pubblico di Connettività (SPC). Il 76,4 per cento di queste istituzioni è rappresentato dai Comuni. Per quanto concerne l’incidenza delle istituzioni pubbliche collegate allo SPC per forma giuridica, al primo posto si trova l’ente Regione (95,0 per cento), seguito dall’ente Provincia (74,3 per cento) e dalle Aziende o enti del Servizio sanitario nazionale (70,7 per cento). La quota dell’ente Comune è pari solo al 30,0 per cento. Tra le regioni, l’Emilia-Romagna è quella con la percentuale più alta di adesione allo SPC (44,6 per cento), seguono nell’ordine: Friuli-Venezia Giulia (42,1 per cento), Umbria (41,6 per cento) e Puglia (41,0 per cento). Le regioni con il minor ricorso all’SPC sono il Piemonte (16,4 per cento), la Liguria (17,3 per cento), la Provincia Autonoma Trento (17,9 per cento) e la Sicilia (19,9 per cento).
Sulla comunicazione extra-istituzionale pressoché tutte le istituzioni (99,5 per cento) dichiarano di aver messo a disposizione canali e strumenti per facilitare la comunicazione con gli utenti. Lo strumento più diffuso è la posta elettronica ordinaria, seguito dalla posta elettronica certificata (PEC) e dal Web. La rilevazione censuaria offre informazioni in merito alla disponibilità presso le istituzioni pubbliche dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) e dello Sportello Unico dei Servizi al Cittadino, che consentono di semplificare, rispettivamente, il rapporto tra impresa e PA e tra cittadino e PA. Le istituzioni che dichiarano di essersi dotate del SUAP sono pari a 4.550 unità; tale valore deve essere confrontato esclusivamente con quello relativo al totale degli enti locali, tenuti a istituire il SUAP, e delle Camere di commercio che possono istituire il SUAP in luogo dei Comuni. Le istituzioni che hanno il SUAP sono il 51,0 per cento. Circa la metà delle amministrazioni comunali e delle Camere di commercio dispone del SUAP, mentre le altre istituzioni ne fanno un uso molto limitato. Lo Sportello Unico dei servizi al cittadino è stato attivato da 2.338 istituzioni pubbliche (il 26,2 per cento). (TMNews, 31 marzo 2014)