Editoria

01 aprile 2014 | 11:03

Gli universitari studiano sia su carta che digitale. Ciò che cambia è come studiano

Carta o digitale per studiare all’università? Gli universitari li usano già entrambi. Ciò che cambia è come studiano non su cosa. Se vogliono imparare davvero cercano dappertutto, tra i libri e sul web. Lo dice un’indagine dell’Associazione Italiana Editori in collaborazione con Consiglio Universitario Nazionale, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, condotta su duemila studenti universitari tra i diciotto e trent’anni che hanno partecipato al concorso è-book all’interno del Maggio dei libri.

Dallo studio emerge che il discrimine non è tra carta e digitale ma tra chi studia per apprendere e chi studia per passare gli esami. I primi, infatti, usano di tutto, non fanno distinzione tra carta e digitale. Quel che conta è il contenuto. I secondi tendono invece a semplificare, talvolta senza distinguere tra carta e digitale, talvolta concentrandosi sul digitale come strumento ottimo per ‘il minimo sforzo’.

Il digitale quindi integra o sostituisce? Integra (a parte il fenomeno-slides): le slides di lezione e le risorse web consigliate dal docente sono le uniche modalità di studio che risultano essere (almeno in parte) sostitutive e non integrative dei manuali, che restano comunque lo strumento principale per lo studio. Sono anche correlate con uno studio più superficiale: chi si concentra su queste fonti poi non approfondisce, né su carta, né su digitale.

Gli studenti sono stati classificati in cinque categorie, sulla base delle modalità prevalenti di studio. Gli Onnivori, che usano di tutto e per fortuna sono la categoria più numerosa (quasi 4 studenti su 10 di quelli che hanno partecipato all’indagine oggi sono così), gli Esploratori, che arricchiscono con approfondimenti autonomi (su web o libri) e sono il 13% (insieme agli Onnivori rappresentano la metà degli studenti del campione). I Tradizionalisti, che tendono a usare poco le tecnologie, concentrandosi soprattutto sullo studio del manuale. I Pragmatici, che usano un po’ tutte le fonti che aiutano a passar gli esami, a partire dai manuali, ma non approfondiscono per proprio conto. E poi ci sono i Minimalisti, gli unici a usare meno i manuali, sostituiti da slide o fonti web del docente: quasi due universitari su 10 tra quelli che hanno partecipato all’indagine oggi studiano così .

La ricerca è disponibile in un ebook a cura di Aie e Marina Micheli, ‘Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale’ per la collana digitale dei ‘Quaderni del Giornale della Libreria’.

- Scarica la sintesi dell’indagine (.pdf)

- Scarica i 5 identikit degli studenti universitari (.pdf)