Comunicazione, TLC

01 aprile 2014 | 15:21

Mobile & app economy, un circolo virtuoso che nel 2013 in Italia vale già 25.4 miliardi. Pari all’1,6% del Pil

Smartphone, tablet, reti mobili broadband, applicazioni hanno creato un vero e proprio circolo virtuoso che sta modificando profondamente i consumi digitali degli italiani e gli investimenti delle aziende.
Entro la fine di quest’anno gli italiani che navigano mensilmente via smartphone e tablet saranno più di 30 milioni.
1 mobile Surfer su 3 ha scaricato applicazioni a pagamento sul proprio smartphone e 1 su 5 ha acquistato almeno un prodotto o servizio, 4 su 5 interagiscono con la pubblicità da questo device e 1 su 2 vorrebbe utilizzarlo anche come strumento di pagamento al posto della carta di credito.
“Sta sviluppandosi quindi una nuova porzione di economia che chiamiamo mobile & app economy e che nel 2013 vale già 25,4 miliardi di euro, pari all’1,6% del Pil” afferma Andrea Rangone, coordinatore osservatori Ict del Politecnico di Milano.

“Questo mercato è destinato a crescere significativamente nei prossimi anni arrivando a raggiungere i 40 miliardi di €, pari al 2,5% del pil, grazie soprattutto alla spinta generata dall’utilizzo crescente di soluzioni di mobile commerce e mobile payment”. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio mobile & app economy del Politecnico di Milano*. I dati della ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno ‘Mobile & app economy: verso il 2% del pil’, mostrano come lo sviluppo di un ecosistema Mobile e la conseguente ampia diffusione dell’accesso a Internet da Smartphone e Tablet tra gli utenti abbia generato effetti rilevanti in chiave economica.

I mercati della mobile & app economy

L’ecosistema mobile è ormai abilitato da molti fattori che ne agevolano l’accesso per i consumatori: sono 37 milioni gli smartphone e 7,5 milioni i tablet diffusi in Italia e diventeranno rispettivamente 45 e 12 milioni a fine 2014; le reti mobili a banda larga lte a fine anno raggiungeranno circa il 60% della popolazione; si sono moltiplicate nel corso del 2013 offerte bundle (voce, messaggistica, connettività) a prezzi molto contenuti; le applicazioni disponibili negli store hanno toccato quota 2,5 milioni.
Tra gli effetti generati sul consumatore dalla maturità dell’ecosistema mobile è stato riscontrato anzitutto un incremento del tempo trascorso dagli italiani su Internet dai mobile device, che sottrae quote alla navigazione da Pc: stiamo parlando di 75 minuti medi giornalieri per lo Smartphone e 66 per il tablet contro i 106 minuti (-14% sull’anno precedente) del Pc portatile” afferma Guido Argieri, telco & media director Doxa. “La maggior parte delle attività (circa la metà nel caso dei tablet e addirittura due terzi nel caso degli smartphone) è svolta tramite applicazioni piuttosto che siti web. Oltre a social, gaming, meteo e mappe, tra le applicazioni scaricate dagli utenti ci sono anche quelle delle imprese di cui loro sono consumatori: al primo posto troviamo le applicazioni legate a trasporti e viaggi, seguite da quelle del settore finanziario e da quelle dei retailer dell’elettronica di consumo.”
La risposta degli utenti ai nuovi mercati abilitati dal Mobile è già molto alta. Circa l’85% dei navigatori Internet da Smartphone vede annunci pubblicitari all’interno di siti o applicazioni e la metà ci clicca. Tre quarti dei mobile surfer sono interessati al mobile couponing ossia vorrebbero ricevere i buoni sconto sullo smartphone ed, inoltre, più della metà sono propensi all’utilizzo dello Smartphone come sostituto della carta di credito per i pagamenti nei punti vendita fisici.

L’impatto economico generato dall’ecosistema mobile che si è creato ha dato origine alla cosiddetta mobile & app economy, che nel 2013 vale già 25,4 miliardi di euro: rapportato al pil rappresenta l’1,6%. Oltre l’80% della mobile & app economy proviene dai consumi diretti di consumatori e imprese, che complessivamente hanno speso oltre 20 miliardi di euro; la restante parte fa riferimento agli investimenti delle imprese in reti mobili, nello sviluppo di soluzioni software mobile rivolte ai consumatori o ai propri dipendenti, in soluzioni che sfruttano gli “oggetti intelligenti” (Internet of Things) per migliorare i processi aziendali o offrire nuovi prodotti e servizi e in attività di marketing tramite device mobili (mobile marketing). All’interno del segmento dei consumi, la componente principale è ancora rappresentata dai servizi “tradizionali” delle Telco (cioè voce e sms), che sono però in forte contrazione; seguono i ricavi da vendita di device mobili (poco più di un quinto) e la connettività dati (13%); valgono solo pochi punti percentuali, invece, le vendite di contenuti e di beni e servizi ed è praticamente nullo il mercato del mobile payment. Ma da qui al 2016 le cose cambieranno in maniera significativa.

Continuerà la fortissima crescita del mercato del mobile commerce: stimiamo che dagli attuali 1,2 miliardi si arriverà nel 2016 a oltre 7 miliardi di euro. Si svilupperà il mercato del mobile proximity payment, ossia dei pagamenti in prossimità fatti con lo Smartphone: se ad oggi esistono solo poche sperimentazioni, questo mercato nel 2016 potrebbe valere circa 4 miliardi di euro. A questo si aggiunge il mercato dei mobile pos, ovvero le transazioni legate a beni e servizi che verranno accettate da dispositivi mobile (smartphone e tablet), che stimiamo potrebbero valere circa 2 miliardi di euro. Continueranno a crescere anche le vendite di contenuti fruiti tramite mobile, che andranno vicini al raddoppio nei prossimi 3 anni, con un ruolo sempre maggiore giocato da giochi e da video. Non sarà da meno la spesa delle imprese in attività di Marketing tramite i nuovi device (smartphone e tablet), trainati in particolare dalla Pubblicità, ma anche dalla nascita dei servizi di mobile couponing. Molta attenzione sarà dedicata dalle imprese anche allo sviluppo di soluzioni software mobile volte, da un lato, a gestire la relazione con i propri consumatori e dall’altro, a migliorare la produttività e l’efficacia del lavoro dei propri dipendenti. Complessivamente per queste variegate tipologie di investimenti le imprese nel 2016 spenderanno il doppio di quanto speso nel 2013.

Infine, la grande scommessa è sul mercato abilitato dagli “oggetti intelligenti”: alcuni ambiti già avviati proseguiranno il loro cammino, in particolare le auto connesse (smart car), portando il valore di questo mercato nel 2016 a 1,6 miliardi di euro (+80% in 3 anni). Ma a questi ambiti applicativi se ne potrebbero affiancare molti altri. In questo scenario, un ruolo importante sarà giocato dalle startup, in grado sia di creare nuovi modelli di business rivolti direttamente al consumatore finale, sia di supportare le imprese nel loro processo di trasformazione digitale e mobile. Sono oltre 600, infatti, le startup finanziate a livello internazionale in questi ambiti nel corso del 2013.