01 aprile 2014 | 17:39

Boom dei contenuti mobili: le esperienze di Rai, Mediaset e Rcs MediaGroup

Il mercato del ‘mobile’ è in forte crescita ma i contenuti rappresentano ancora solo una piccola fetta del business, circa il 4%. Una quota che però sta aumentando rapidamente. Secondo l’Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano – che ha presentato il 1° aprile i risultati della sua ultima ricerca – nel 2013 le vendite di contenuti mobili sono cresciute del 35% rispetto al 2012, arrivando a quota 800 milioni di euro, e si prevede un raddoppio entro i prossimi tre anni.
Il mobile è una nuova occasione di business sia gli editori online ‘nativi digitali’ sia per i gruppi media tradizionali che guardano al digitale come a una fonte di ricavi aggiuntiva. Al convegno del Politecnico di Milano hanno presentato le loro esperienze in questo campo tre dei maggiori gruppi media italiani: Mediaset, Rai e Rcs.

Stefano Genovesi

Stefano Genovesi, direttore marketing e sviluppo prodotti multimediali di Rti Interactive Media (gruppo Mediaset), ha fatto l’esempio di un format di grande successo, ‘Il Grande Fratello’, a cui sono dedicate due app: Mediaset Connect e Grande Fratello 13 – The Game. La prima è legata al concetto del ‘second screen’ cioè all’abitudine sempre più diffusa degli utenti di usare il tablet o lo smartphone per commentare con gli amici i contenuti dei programmi che si guardano sullo schermo televisivo. “Questa app ha superato il milione di download e centinaia di migliaia di persone continuano ad usarla con costanza”, ha detto Genovesi. “Lo stesso vale per l’altra app, un gioco online con i personaggi della trasmissione che in pochi giorni è stato scaricato da 750mila persone. Risultati importanti anche perché queste app sono complementari rispetto alla trasmissione televisiva: non la cannibalizzano ma la completano”. Oggi, ha detto Genovesi, la metà degli accessi ai contenuti online di Mediaset avviene ormai da dispositivi mobili.

Andrea Portante

Simile a quella di Mediaset l’evoluzione della Rai. “Oggi fra browsing mobile e app la fruizione da mobile (tablet e smartphone) ha raggiunto una quota del 50%, alla pari con la fruizione da pc, che solo qualche mese fa era ancora dominante”, ha spiegato Andrea Portante, responsabile marketing e comunicazione di Rainet. “La velocità con cui si è arrivati a questo risultato ha stupito anche noi. In termini di traffico l’app di Rai.tv pesa ormai per più del 30% e con il browsing da mobile arriviamo al 50%”.
Finora la Rai ha puntato soprattutto su app trasversali, come appunto Rai.tv e come Radio Rai, ma secondo Portante è il momento di puntare anche su app verticali dedicate cioè a programmi di successo, brand forti, come ad esempio ‘The Voice’.

Maria Sgromo

Particolarmente interessante l’esperienza della Gazzetta dello Sport, raccontata la Maria Sgromo, marketing manager tablet e mobile del quotidiano sportivo di Rcs. “Da dicembre abbiamo rivoluzionato il modello di business, passando da un modello totalmente a pagamento (Rcs è stato il primo editore italiano a puntare sul modello premium per i contenuti mobile) a un sistema misto: le app restano a pagamento, i siti mobile sono invece free, sostenuti dalla pubblicità”, ha spiegato Sgromo. “Nell’informazione sportiva i risultati delle partite non bastano a sostenere un modello premium, serve qualcosa di più, a cominciare dai video. Un’idea su cui stiamo puntando è quella dell’aggregazione di contenuti: offrire tutto ciò che l’utente vuole sapere sulla sua passione, i suoi interessi sportivi: contenuti prodotti sia internamente sia da partner esterni, dai fornitori di tecnologia agli editori, piccoli o grandi”.