Editoria

02 aprile 2014 | 10:18

Il Garante della privacy rinuncia a modificare il codice dopo il no del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti

(ANSA) Le decisioni del Consiglio dell’Ordine nazionale dei giornalisti, che ha chiesto “un ulteriore approfondimento” sulle ipotesi di modifica del Codice deontologico di categoria, sono “frutto di una lettura del testo non in linea con le riflessioni e i chiarimenti formulati nei nostri incontri e di fatto non colgono l’opportunità di un adeguamento delle norme che regolano la professione giornalistica attraverso un confronto, piuttosto che mediante interventi autoritativi esterni, eventualmente realizzati dal legislatore”. E’ la valutazione del Garante Privacy Antonello Soro, nella lettera inviata il 28 marzo al presidente del Consiglio nazionale dell’ordine, Enzo Iacopino. Nella missiva, Soro esprime “sincera costernazione nel leggere che la predetta bozza venga presentata quale ‘proposta del Garante’, mentre è a noi inequivocabilmente noto che essa è il frutto condiviso di un attento confronto che ha visto coinvolti, per diversi mesi, la Presidenza dell’Ordine dei giornalisti e Collegio del Garante. Registro con rammarico le valutazioni negative rispetto al lavoro svolto. Questo, a mio avviso, ha costituito un’occasione importante di chiarimento e ulteriore definizione dei principi già presenti nel vigente codice deontologico al fine di adeguare quest’ultimo ai mutamenti sociali e tecnologici che caratterizzano il nostro tempo e che espongono i giornalisti a nuove sfide. E questo, nell’ottica di garantire l’auspicato giusto bilanciamento tra la libertà di informazione e il rispetto dei diritti fondamentali della persona”. In assenza delle condizioni “per una sua revisione, il Garante – conclude Soro – continuerà ad applicare il codice di deontologia vigente, nell’ottica e con l’impegno di assicurare il massimo rispetto dei valori costituzionali sopra enunciati”. (ANSA, 1 aprile 2014)

Antonello Soro (foto Olycom)

Antonello Soro (foto Olycom)