02 aprile 2014 | 17:40

The Special Need, prolungata la programmazione nelle sale

Da domani 3 aprile, il road movie del giovane regista udinese Carlo Zoratti, approderà a Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e in tantissime altre città italiane. Un inaspettato successo raggiunto grazie al passaparola del pubblico.

L’uscita nelle sale, programmata inizialmente dalla Tucker Film solo per il 1° e il 2 aprile (in occasione della Giornata mondiale dell’Autismo), è stata infatti prolungata.

Dal 3 aprile, The Special Need sarà visibile al Barberini di Roma, all’Apollo di Milano, al Centrale di Torino, alla Fondazione Stensen di Firenze, e in molte altre città: a Udine, Pordenone, Gemona del Friuli, Treviso, Padova, Trento, Cesena, Bergamo, Pisa, Pescara, Ancona e Tarquinia.

The Special Need

The Special Need

Nell’arco di un anno, dalla presentazione al Locarno fino al passaggio televisivo a ‘Che tempo che fa’, questo film documentario che esplora la delicata tematica dell’autismo, ha fatto molta strada. Appena premiato Sxsw Film Festival di Austin in Texas, si è aggiudicato molti altri riconoscimenti (Dok Leipzig, Trieste Film Festival, ZagrebDox) diventando un caso cinematografico.

È la storia di Enea, un trentenne friulano che ha un problema, anzi una necessità: fare (finalmente) l’amore. Impresa non facile per un ragazzo autistico, se non fosse che Enea ha anche due amici, Carlo e Alex, fermamente decisi ad aiutarlo. I tre intraprenderanno una viaggio per creare, grazie alla loro grande complicità, le giuste condizioni.

“Io ed Enea ci conosciamo da quando abbiamo quindici anni. Abbiamo deciso di fare questo documentario quattro anni fa, in piedi davanti alla fermata dell’autobus n°11 a Udine. Quel giorno gli ho chiesto se aveva la ragazza: io ne avevo conosciute molte, perché lui no? Nel 2012, quando sono iniziate le riprese, non sapevamo dove sarebbe arrivata la nostra storia, quale sarebbe stata la strada. Ogni giorno Enea cambiava traiettoria e io dovevo seguirlo, accettando che fosse lui a guidarmi. A luglio abbiamo consegnato un film finito, imperfetto, sgangherato che non parla solo di sessualità, ma di un’amicizia e di come siamo fatti noi esseri umani. Facendolo abbiamo scoperto cose bellissime. Abbiamo conosciuto meglio Enea e anche noi stessi”, dichiara Zoratti nelle note di regia.

La vicenda di Enea ha coinvolto una vera e propria family: dalla catena produttiva (Videomante e Detailfilm con Zdf) fino alla distribuzione (Tucker Film); il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Rai 3 e la Fondazione Oltre il labirinto Onlus.