03 aprile 2014 | 14:38

Finmeccanica adotta Pompei

“Abbiamo pensato di adottare attraverso la tecnologia il sito di Pompei”. Così il presidente di Finmeccanica Giovanni De Gennaro ha stigmatizzato il ruolo dell’azienda nella salvaguardia del più importante sito archeologico, sottolineando la volontà del gruppo di dare voce e rilievo al recupero dei beni culturali oltre che continuare la mission nell’alta tecnologia. La conferenza stampa di presentazione della convenzione con il Ministero dei Beni culturali ha richiamato l’attenzione dei giornalisti anche di molte testate estere che hanno affollato la sala del Ministero.

Gianni De Gennaro (foto Olycom)

Giovanni De Gennaro (foto Olycom)

Pompei sta infatti a cuore a tutto il mondo e ci si aspetta che un gruppo leader della tecnologia possa fare molto sul piano della prevenzione, tutela e sicurezza. Finmeccanica investirà a Pompei circa due milioni di euro in tre anni per monitorare i movimenti del terreno, la stabilità degli edifici attraverso sensori e rilevamenti satellitari. Verrà tenuto sotto continua osservazione con interventi iperspettrali anche il degrado dei materiali e delle opere creando mappe in diversi colori. Oltre all’intervento delle società del gruppo Selex Es e Telespazio si provvederà anche alla formazione del personale che terrà d’occhio i rilevamenti.

L’impegno del gruppo di protezione dei tre beni collettivi, cultura, ambiente e istruzione, attraverso la tecnologia è stato sottolineato dall’amministratore delegato Alessandro Pansa. “Pompei – ha detto – è  un esempio di come si possa incanalare la tecnologia verso utilizza differenti, tutelando la storia e la memoria”.

“Pompei, give it a future” titolava la cartellina stampa coi materiali sulla convenzione definita dal ministro del Mibac, Dario Franceschini, “un atto di liberalità” da parte di Finmeccanica che ha messo a disposizione gratuitamente la sua tecnologia che in futuro potrà interessare anche altri siti. “Invito anche altri gruppi – ha detto – a dare una mano al recupero del nostro patrimonio. Si facciano avanti e non utilizzino l’alibi della burocrazia che lo impedisce. A chi ci vuole aiutare diciamo convintamente di sì. E la convenzione siglata oggi lo dimostra”. (C. S.)